LA MONTAGNA:
AMPATO
Paese: Perù
Altezza: 6288m slm
Catena: Ande
L'Ampato è uno stratovulcano delle Ande in Perù. La sua vetta raggiunge i
6.288 metri e fa parte di un gruppo di tre grandi stratovulcani,
insieme all'Hualca Hualca, 6.050 metri, e allo Sabancaya, 6.040 metri.
Nel mese di settembre del 1995 è stata rivenuto vicino alla vetta il
corpo mummificato di una ragazza Inca, uccisa da una freccia circa 500
anni fa (fonte Wikipedia).
PERIODO:
9-10 settembre 2010
EXPEDITION TEAM:
Adrian Gauna
Julver Eguiluz
Ruben
Eccomi in una nuova avventura!
Mi sono incontrato nuovamente con
Julver in Arequipa mercoledì 8/9 alla sera per organizzare la partenza
verso il nostro obiettivo : l’Ampato situato a 15°49’00”S 71°52’00”W.
La stessa sera ho conosciuto il terzo partecipante a questa avventura,
Ruben, Aspirante Guida di Montagna del CEAM – Huaraz, subito siamo
entrati in sintonia e abbiamo finito la giornata con tutto già pronto
per la partenza programmata per giovedì a mezzogiorno, una volta che io
avrei finito miei impegni di lavoro.
Giovedì dopo pranzo siamo
partiti verso l’Ampato. Dopo 2,5 ore di strada provinciale più 2 ore di
sterrato siamo arrivati al campo base a 3950 m circa, erano le 7 pm, era
buio e abbastanza freddo. Durante il tragitto sterrato tutti e tre
quasi in simultanea abbiamo deciso di tentare la cima partendo dal campo
base, saltando cosi il campo 1 dove normalmente –anzi sempre- si dorme
una notte per poi attaccare la cima. In questo modo volevamo fare
qualcosa di diverso, ci sentivamo molto bene e con voglia di provare.
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| Adrian e Julver |
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Arrivati al campo base abbiamo montato la tenda, Julver ha preparato una
zuppa e abbiamo fatto una “picada” con formaggi, prosciutto e patatine
snacks….Alle 9 pm eravamo dentro al sacco a pelo con la sveglia puntata
alle 11 pm (2 ore di sonno).
Alle 11 pm ci siamo alzati, abbiamo
preparato lo zaino, approntato tutto il materiale e alle 00,30 am
eravamo in marcia. La notte era bellissima, stellata, silenziosissima,
non c’era vento e la nostra marcia procedeva bene. 2,5 ore dopo essere
partiti abbiamo raggiunto il piano dove abitualmente si accampa il Campo
1.
Superato il campo 1 la montagna diventa molto franosa, come su
tutti i vulcani della zona: quando si sale si fa 2 passi su e uno giu,
ci vuole tanta attenzione per non scivolare perché si alternano placche
con zone sabbiose, alcune un po’ esposte.
Durante la salita, io ho
sofferto freddo nelle mani, Julver nei piedi e Ruben che era partito con
una tosse forte continuava a tossire sempre di più, la sua influenza lo
stava limitando…..la temperatura era di -12°C/-15°C circa.
Ad ogni
modo e a passo lento abbiamo superato le salite più impegnative, l’alba
ci ha fatto sentire i primi raggi di sole, la bellezza della fascia di
colore arancio-rosso-giallo all’orizzonte mi rendeva meno faticosa la
salita. Siamo arrivati al ghiacciaio alle 7 am, a partire di li ci
mancavano 200 m circa al plateau sommitale, gia su questo ghiacciaio ci
siamo trovati con ben 200 m di Penitentes, molto chiusi, stretti, e
terribilmente molesti da superare: a questo punto, abbiamo deciso di
dare per finita la salita piantando la nostra cima a 6080 m circa.
Dopo
le classiche foto e qualche minuto di relax e contemplazione delle
bellissime viste abbiamo iniziato la discesa arrivando al campo base
verso le 10 am. Alle ore 15.30 siamo arrivati ad Arequipa.
E’ stata
una bella esperienza per tutti, per Ruben come per me era la prima volta
su questa montagna, per Julver era la ennesima volta ma la sua prima
tentando la cima partendo dal campo base. Io ero arrivato dal livello
del mare ad Arequipa a 2.200 m, da li in macchina a quasi 4.000 m e in
poche ore ero oltre 6.000 metri, un bel test compiendo una scalata di
quelle chiamate “flash”.
Tutto è andato bene e ci siamo divertiti
tanto, abbiamo goduto del paesaggio infinitamente bello del altipiano
peruviano, un posto nel quale vorrei tornare sempre!
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| Dalla "cima" |
Adrian