Sulla mia pagina Facebook potete trovare le foto del trekking e della scalata al Mera Peak. Cliccate sulla foto per essere indirizzati all'album.
Buona visione!
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30 maggio 2013
25 maggio 2013
Mera Peak 2013 - day 14
Sono arrivato ieri sera in Italia, giusto per festeggiare oggi i 9 mesi della nostra piccola Matilde!!!, che bello tornare a casa, ci voleva dopo questi 14 gg intensi, trascorsi nelle valli nepalesi!
Vorrei ringraziare tantissimo tutti gli amici che ci hanno seguito, la mia famiglia argentina e italiana, Popita, Matilde e in speciale Bioinsumos (Uruguay), Raff (Messico) e CentroAgrolechero (Colombia) per avermi aiutato economicamente per poter realizzare questa bellissima scalata.
Nel mio web (www.adriangauna.com) troverete le foto del viaggio intanto ve ne invio alcune.
Abbraccio a tutti
Adrian
| Verso la vetta (qui a 6.200 m) |
| Verso il High Camp 5700 m |
| In Cima Mera Peak Central 6.461 m - 18/05/13 (secondo la Nepal Mountaineering Association: 6.654 m) |
| Cima Mera Peak Central |
| 25/05/13 - A casa con la nostra Matilde, oggi 9 mesi!!! |
20 maggio 2013
Mera Peak 2013 - day 8 & 9
Adrian e Donatella sono già arrivati a Lukla!
Il cammino di rientro è stato velocizzato poiché il tempo continua a essere brutto e non ha senso soffermarsi in quei posti inospitali.
Domani avranno il volo di rientro a Kathmandu, ed Adrian ripartirà per l'Italia venerdì, due giorni in anticipo rispetto al programma. Donatella invece si fermerà per un'ulteriore settimana.
A questo punto aspettiamo solo le parole dei protagonisti, che ci racconteranno meglio la loro avventura. Presto su queste pagine!
Grazie per averci seguito.
Eleonora
Il cammino di rientro è stato velocizzato poiché il tempo continua a essere brutto e non ha senso soffermarsi in quei posti inospitali.
Domani avranno il volo di rientro a Kathmandu, ed Adrian ripartirà per l'Italia venerdì, due giorni in anticipo rispetto al programma. Donatella invece si fermerà per un'ulteriore settimana.
A questo punto aspettiamo solo le parole dei protagonisti, che ci racconteranno meglio la loro avventura. Presto su queste pagine!
Grazie per averci seguito.
Eleonora
Ubicazione:
Lukla, Chaurikharka 56000, Nepal
18 maggio 2013
Mera Peak 2013 - day 7 : SUMMIT!
E' CIMA!
Stamattina verso le 8 ora nepalese, Adrian ha raggiunto la cima centrale del Mera Peak, a 6461 m.Adrian e il suo sherpa sono partiti dall'High camp verso le 3:40. Il cammino si è fatto subito duro, a causa del ghiaccio e della molta neve: i due si alternavano per aprire la via.
A un certo punto lo sherpa ha detto: "Io mi fermo qui, di solito accompagno i clienti fino a qui e poi torno indietro". Dopo un attimo di sconcerto, Adrian ne ha preso atto e ha ripreso ad andare avanti ed egli, vedendo che non aveva alcuna intenzione di fermarsi, ha comunque deciso di seguirlo.
I due così hanno proseguito insieme fino alla vetta: non la vetta Nord (la più alta) in quanto inaccessibile a causa di possibili valanghe, ma la vetta Centrale, altrettanto bella e difficile.
Ho sentito Adrian quando erano rientrati a Khare, quindi sarebbero andati a Thagnak.
Il mio resoconto è lacunoso a causa dell'interruzione delle comunicazioni ancora a causa del brutto tempo. Appena avrò nuovi aggiornamenti e ulteriori dettagli provvederò a comunicarli su questa pagina.
Grazie per seguirci!
Eleonora
17 maggio 2013
Mera Peak 2013 - day 6
Con un giorno di anticipo, Donatella ed Adrian hanno raggiunto Khare, il paese più alto lungo il loro percorso di trekking, a 5100m.
Mentre Donatella sarebbe poi ridiscesa a Thagnak, Adrian invece ha deciso di proseguire e montare il Campo Alto sul Mera Peak, in modo da guadagnare una giornata di tempo. In alternativa sarebbe salito l'indomani mattina, ma avrebbe poi dovuto aspettare fino alla mattina seguente per tentare la cima.
Con il suo sherpa invece, ha preferito cominciare la scalata oggi, per arrivare al campo nel primo pomeriggio, riposare, e tentare la vetta nelle prime ore del mattino.
Da Khare, i due hanno impiegato circa 5 ore a raggiungere i 5800m, dove hanno montato la tenda in un piccolo terrazzo scavato nella neve. Il cammino si è rivelato molto impegnativo a causa della molta neve e del ghiaccio, la pista non è battuta in quanto per ora ci sono solo loro sulla montagna.
Il tempo non è il massimo, ma nel pomeriggio sono sbucati sopra le nuvole e Adrian è riuscito perlomeno a godere un po' del bellissimo panorama che lo circonda, coronato da montagne di 8000m.
Stanotte alle 2:30 ora nepalese (più o meno in questo momento che sto scrivendo) lasceranno la loro tenda per cominciare la salita verso la vetta.
In bocca al lupo!!!
Oggi ho potuto parlare un minuto anche Donatella che mi ha pregato di pubblicare queste sue parole:
Mentre Donatella sarebbe poi ridiscesa a Thagnak, Adrian invece ha deciso di proseguire e montare il Campo Alto sul Mera Peak, in modo da guadagnare una giornata di tempo. In alternativa sarebbe salito l'indomani mattina, ma avrebbe poi dovuto aspettare fino alla mattina seguente per tentare la cima.
Con il suo sherpa invece, ha preferito cominciare la scalata oggi, per arrivare al campo nel primo pomeriggio, riposare, e tentare la vetta nelle prime ore del mattino.
Da Khare, i due hanno impiegato circa 5 ore a raggiungere i 5800m, dove hanno montato la tenda in un piccolo terrazzo scavato nella neve. Il cammino si è rivelato molto impegnativo a causa della molta neve e del ghiaccio, la pista non è battuta in quanto per ora ci sono solo loro sulla montagna.
Il tempo non è il massimo, ma nel pomeriggio sono sbucati sopra le nuvole e Adrian è riuscito perlomeno a godere un po' del bellissimo panorama che lo circonda, coronato da montagne di 8000m.
Stanotte alle 2:30 ora nepalese (più o meno in questo momento che sto scrivendo) lasceranno la loro tenda per cominciare la salita verso la vetta.
In bocca al lupo!!!
Oggi ho potuto parlare un minuto anche Donatella che mi ha pregato di pubblicare queste sue parole:
L'Himalaya è molto bello ma, come dice Manolo, è "roba per alpinisti"!
16 maggio 2013
Mera Peak 2013 - day 5
Camminata impegnativa oggi per raggiungere Thagnak, sempre sotto la pioggia o le nuvole. Finora non sono riusciti a vedere nessuna montagna alta a causa del maltempo, purtroppo.
Il trekking comunque procede senza intoppi, domani salteranno la giornata di riposo prevista ma non necessaria, per raggiungere subito Khare a 5100m, ultima tappa di avvicinamento al Mera Peak.
Adrian e Donatella stanno entrambi bene.
Il trekking comunque procede senza intoppi, domani salteranno la giornata di riposo prevista ma non necessaria, per raggiungere subito Khare a 5100m, ultima tappa di avvicinamento al Mera Peak.
Adrian e Donatella stanno entrambi bene.
15 maggio 2013
Mera Peak 2013 - day 1 to 4
Le notizie giungono sporadiche da Adrian, causa il maltempo che ostacola il segnale per il telefono satellitare.
Nonostante la pioggia e le nuvole che finora hanno sempre accompagnato i due escursionisti, tutto procede secondo i piani. Adrian e Donatella stanno entrambi bene e procedono senza problemi.
Stanotte la stanno passando a Tashing Ongma, a 3600m slm, domani arriveranno fino a Thagnak dove si fermeranno un giorno in più per riposare.
Sono i soli in questo trekking: solo un gruppo di due giapponesi li precede di un giorno di cammino e un altro gruppo di circa dieci russi li seguirà.
Un saluto particolare da Donatella ai figli Elisa e Marco e da Adrian a Lele e alla sua famiglia.
A risentirci al prossimo aggiornamento.
Eleonora
Nonostante la pioggia e le nuvole che finora hanno sempre accompagnato i due escursionisti, tutto procede secondo i piani. Adrian e Donatella stanno entrambi bene e procedono senza problemi.
Stanotte la stanno passando a Tashing Ongma, a 3600m slm, domani arriveranno fino a Thagnak dove si fermeranno un giorno in più per riposare.
Sono i soli in questo trekking: solo un gruppo di due giapponesi li precede di un giorno di cammino e un altro gruppo di circa dieci russi li seguirà.
Un saluto particolare da Donatella ai figli Elisa e Marco e da Adrian a Lele e alla sua famiglia.
A risentirci al prossimo aggiornamento.
Eleonora
12 maggio 2013
Mera Peak 2013 - day 0
LA MONTAGNA
MERA PEAK
Paese: Nepal
Altezza: 6476m slm
Catena: Himalaya
PERIODO:
12-26 maggio 2013
EXPEDITION TEAM:
Adrian Gauna e Donatella Scaglioni
![]() |
| Adrian e Donatella in partenza da Malpensa |
Programma
Day 01 Arrival Kathmandu, transfer to hotel
Day 02 Flight Ktm – Lukla 2840mt, Trek to Chutenga, lodge 3100mt
Day 03 Cross Zatra La pass 4600mt and trek to Tuli Karka 4400mt ,ldge
Day 04 Trek to Tashing Ongma 3600mt , lodge
Day 05 Trek to Thagnak, camp 4360mt, lodge
Day 06 Rest day
Day 07 Trek to Khare, camp 5100mt, lodge
Day 08 Climb to Mera high camp 5800mt
Day 09 Summit MERA PEAK 6476mt and return to Khare,lodg
Day 10 Trek to Kote, lodge
Day 11 Trek to Chetrwa, lodge
Day 12 Trek to Lukla, lodge
Day 13 Flight to Kathmandu & Transfer to hotel BB
Day 14 Free day in Kathmandu, hotel BB
Day 15 Final departure
4 febbraio 2012
ARCHIVIO: Everest Trekking 2011 - parte 3
7 novembre 2011
DAY 12
Stamattina William è partito da Chukkung verso le 8, con l'obiettivo di scendere quanto più possibile: la sua intenzione era di arrivare a Namche, ma la distanza è piuttosto lunga perciò non sapeva se l'avrebbe raggiunta oggi o domani mattina.
Adrian invece si è fermato a Chukkung fino a mezzogiorno, quindi è partito per il campo base dell'Island Peak dove è giunto verso le 14.
Il campo è molto affollato: centinaia sono le tende qui piantate e moltissima la gente che stanotte tenterà la cima.
Adrian si unirà a una cordata, guidata da uno sherpa, con polacchi e cechi.
Il caso ha voluto che qui Adrian ritrovasse un polacco che aveva conosciuto l'anno scorso sul McKinley, e che aveva tentato la cima la stessa notte, senza però riuscirci. Come è piccolo il mondo!
Partitanno stanotte verso la 1, e prevedono di raggiungere la vetta alla mattina presto. Adrian poi prenderà la via di ritorno, tornando a Chukkung o a Dyngboche.
DAY 12
Stamattina William è partito da Chukkung verso le 8, con l'obiettivo di scendere quanto più possibile: la sua intenzione era di arrivare a Namche, ma la distanza è piuttosto lunga perciò non sapeva se l'avrebbe raggiunta oggi o domani mattina.
Adrian invece si è fermato a Chukkung fino a mezzogiorno, quindi è partito per il campo base dell'Island Peak dove è giunto verso le 14.
Il campo è molto affollato: centinaia sono le tende qui piantate e moltissima la gente che stanotte tenterà la cima.
Adrian si unirà a una cordata, guidata da uno sherpa, con polacchi e cechi.
Il caso ha voluto che qui Adrian ritrovasse un polacco che aveva conosciuto l'anno scorso sul McKinley, e che aveva tentato la cima la stessa notte, senza però riuscirci. Come è piccolo il mondo!
Partitanno stanotte verso la 1, e prevedono di raggiungere la vetta alla mattina presto. Adrian poi prenderà la via di ritorno, tornando a Chukkung o a Dyngboche.
LA MONTAGNA:
ISLAND PEAK
Paese: Nepal
Altezza: 6189m slm
Catena: Himalaya
8 novembre 2011
DAY 13
| Sulla cima dell'Island Peak! |
Nuova cima per Adrian! Island Peak conquistato!
Adrian è partito stamattina dal campo base all'una di notte, solo insieme allo sherpa perché gli altri del gruppo non si sentivano bene.
Il dislivello da coprire era di +1300m: i primi 600m sono stati definiti "rompigambe", un sentiero sassoso lungo una morena. Il percorso diventava poi via via più tecnico, su neve e ghiaccio, fino al punto più duro, una parete di circa 200m a forte pendenza, dove è stata piantata una corda fissa. Per fortuna davanti ad Adrian e alla sua guida c'era soltanto una coppia, mentre dietro stavano arrivando un'ottantina di persone: questo è il collo di bottiglia della montagna e qui si crea l'ingorgo quando c'è tanta gente a tentare la cima. Ma lo sherpa che accompagnava Adrian camminava come un razzo e li hanno lasciati tutti indietro!
Superata la parete, ecco l'ultimo pezzo impegnativo in cresta, fino... alla cima!
Sono le ore 6:45 quando vi arrivano. Il freddo era intenso (-21°C) ma la giornata limpida: da lassù hanno potuto vedere Cho Oyu, Makalu, Lhotse, Ama Dablam...
Il tempo di godersi il panorama, scattare qualche foto, e poi subito sulla via del ritorno.
Dopo 9 ore dalla partenza, Adrian era a Chukkung. Qui si è fermato qualche ora per mangiare e riposarsi un po' (e telefonarmi!), e poi sarebbe sceso fino a Dyngboche.
Domani raggiungerà William a Namche. William mi ha scritto una mail stamattina da quel paese, dicendomi che stava bene e tutto era a posto.
Informo inoltre che le condizioni meteorologiche a Lukla sono migliorate e i collegamenti con la capitale sono stati ripristinati. I turisti stanno per essere evacuati anche con l'intervento di elicotteri dell'esercito nepalese. La congestione è molta, ma entro giovedì, quando arriveranno sul posto anche Adrian e William, la situazione dovrebbe essere tornata alla normalità.
Adrian è partito stamattina dal campo base all'una di notte, solo insieme allo sherpa perché gli altri del gruppo non si sentivano bene.
Il dislivello da coprire era di +1300m: i primi 600m sono stati definiti "rompigambe", un sentiero sassoso lungo una morena. Il percorso diventava poi via via più tecnico, su neve e ghiaccio, fino al punto più duro, una parete di circa 200m a forte pendenza, dove è stata piantata una corda fissa. Per fortuna davanti ad Adrian e alla sua guida c'era soltanto una coppia, mentre dietro stavano arrivando un'ottantina di persone: questo è il collo di bottiglia della montagna e qui si crea l'ingorgo quando c'è tanta gente a tentare la cima. Ma lo sherpa che accompagnava Adrian camminava come un razzo e li hanno lasciati tutti indietro!
Superata la parete, ecco l'ultimo pezzo impegnativo in cresta, fino... alla cima!
Sono le ore 6:45 quando vi arrivano. Il freddo era intenso (-21°C) ma la giornata limpida: da lassù hanno potuto vedere Cho Oyu, Makalu, Lhotse, Ama Dablam...
Il tempo di godersi il panorama, scattare qualche foto, e poi subito sulla via del ritorno.
Dopo 9 ore dalla partenza, Adrian era a Chukkung. Qui si è fermato qualche ora per mangiare e riposarsi un po' (e telefonarmi!), e poi sarebbe sceso fino a Dyngboche.
Domani raggiungerà William a Namche. William mi ha scritto una mail stamattina da quel paese, dicendomi che stava bene e tutto era a posto.
Informo inoltre che le condizioni meteorologiche a Lukla sono migliorate e i collegamenti con la capitale sono stati ripristinati. I turisti stanno per essere evacuati anche con l'intervento di elicotteri dell'esercito nepalese. La congestione è molta, ma entro giovedì, quando arriveranno sul posto anche Adrian e William, la situazione dovrebbe essere tornata alla normalità.
9 novembre 2011
DAY 14
E' cominciato il rientro verso Lukla.
Stamattina Adrian è partito verso le 6:45 da Dyngoboche e dopo circa 6 ore di cammino è giunto a Namche, dove si è riunito con William.
Avrebbero potuto scendere in un'ora e mezza di cammino fino al paese successivo, Monjo, ma hanno preferito trascorrere una notte in più in questo posto molto bello e confortevole.
Domani quindi partiranno verso Lukla, dove arriveranno nel pomeriggio. Se possibile, anticiperanno a domani sera il volo di rientro a Kathmandu, altrimenti programmato per venerdì mattina.
Il tempo è bello e dovrebbe mantenersi stabile fino a sabato, quindi non dovrebbero esserci problemi nei collegamenti con la capitale.
Il volo intercontinentale sarà poi sabato, con arrivo in Europa domenica mattina all'alba.
Stamattina Adrian è partito verso le 6:45 da Dyngoboche e dopo circa 6 ore di cammino è giunto a Namche, dove si è riunito con William.
Avrebbero potuto scendere in un'ora e mezza di cammino fino al paese successivo, Monjo, ma hanno preferito trascorrere una notte in più in questo posto molto bello e confortevole.
Domani quindi partiranno verso Lukla, dove arriveranno nel pomeriggio. Se possibile, anticiperanno a domani sera il volo di rientro a Kathmandu, altrimenti programmato per venerdì mattina.
Il tempo è bello e dovrebbe mantenersi stabile fino a sabato, quindi non dovrebbero esserci problemi nei collegamenti con la capitale.
Il volo intercontinentale sarà poi sabato, con arrivo in Europa domenica mattina all'alba.
| Adrian a Namche |
10 novembre 2011
DAY 15
Adrian e William hanno lasciato Namche stamattina poco dopo le 5 am.
Dopo 5 ore e mezza di cammino, hanno raggiunto Lukla. Sono dunque riusciti a anticipare il volo di rientro ad oggi, in quanto già dalla serata di oggi si prevede un cambiamento delle condizioni meteo ed avrebbero rischiato di dover attendere un nuovo miglioramento per chissà quanti altri giorni.
Alle 11:30 si sono dunque imbarcati e decollati per Kathmandu, dove sono atterrati dopo mezzora di paura.
Dopo 5 ore e mezza di cammino, hanno raggiunto Lukla. Sono dunque riusciti a anticipare il volo di rientro ad oggi, in quanto già dalla serata di oggi si prevede un cambiamento delle condizioni meteo ed avrebbero rischiato di dover attendere un nuovo miglioramento per chissà quanti altri giorni.
Alle 11:30 si sono dunque imbarcati e decollati per Kathmandu, dove sono atterrati dopo mezzora di paura.
L'avventura sta per concludersi: Adrian e William trascorreranno la giornata di oggi e di domani in città e sabato partiranno con un volo Qatar Air per l'Europa, l'uno con destinazione finale Italia e l'altro per la Danimarca, per poi continuare verso la Colombia.
Non ci resta che attendere le loro impressioni in prima persona, presto pubblicate su queste pagine!
Non ci resta che attendere le loro impressioni in prima persona, presto pubblicate su queste pagine!
Grazie per averci seguito, arrivederci alla prossima avventura!
17 novembre 2011La nostra avventura in Nepal è finita ma le nostre teste sono ancora li, in quel posto meraviglioso!
Siamo stato fortunati con il tempo e con i nostri amici nepalesi (Indra e porters), la loro simpatia e gentilezza
ci hanno permesso di goderci al massimo le due settimane.
Insieme a William, compagno di avventura eccezionale, avevamo programmato da un anno questo trekking e finalmente ce l’abbiamo fatta.
Per William era un sogno arrivare al campo base dell’Everest e non solo questo, è riuscito anche a salire sul
KalaPatthar da dove è rimasto senza respiro a contemplare la bellezza e grandezza del Sagarnatha o Everest!
Per me entrambi i momenti sono stati indimenticabili, ho pensato a tutti quelli che hanno avuto il coraggio
di mettere un piede su questa enorme mole e ho ammirato ancora di più tutti loro, ci vuole veramente tanto coraggio per scalare la Madre di tutte le montagne!!!
Sono felice di aver compiuto questa avventura e per finire mi sono regalato un’altra scalata : l’Island peak, un altro bellissimo balcone, dalla sua cima -dove sono arrivato con la prima luce dell’alba del 8/11- ho potuto ammirare il Makalu, il Cho Oyu, il Lothse, il Nupse e tante altre cime veramente spettacolari!
Non vedo l’ora di tornare su quelle montagne, sono sicuro che li è uno dei pochi punti del pianeta dove uno si sente veramente in pace!
Adrian
Etichette:
asia,
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montagna
Ubicazione:
Imja Tse, Sagarmatha National Park, Nepal
ARCHIVIO: Everest Trekking 2011 - parte 2
2 novembre 2011
DAY 7
Le comunicazioni odierne sono state piuttosto difficoltose. Ho sentito Adrian prima della loro cena, mi ha raccontato brevemente che oggi la giornata è stata serena fino alle 14 del pomeriggio, per poi annuvolarsi nuovamente. Il freddo era molto intenso, il vento forte ed Adrian molto raffreddato. Sono arrivati a Lobuche, a 4950m, ma siccome il lodge dove avrebbero dovuto pernottare era esaurito, sono stati sistemati in una capanna di legno molto spartana e... puzzolente! Su loro richiesta sono stati spostati in un'altra un poco più pulita, ma comunque molto fredda! Dopo aver mangiato patate bollite e uova, sarebbero andati a letto fino
all'indomani, quando visiteranno Kalapattar e la piramide di vetro del CNR e andranno a Gorakshep. Il loro primo obiettivo sta per essere raggiunto!
Il morale della truppa è, nonostante i primi inconvenienti, molto alto: non vedono l'ora di arrivare a Kalapattar e al campo base dell'Everest!
A risentirci!
3 novembre 2011
DAY 8
Il programma di oggi ha subito un cambiamento rispetto alla tabella di partenza. Il gruppo ha infatti deciso di recarsi per primo al campo base dell'Everest e lasciare a domani la salita al Kalapattar, per permettere una migliore acclimatazione.
Stamattina Adrian e William sono partiti dunque da Lobuche verso le 7 e sono arrivati a Gorakshep verso le 10, qui hanno riposato un'ora, hanno pranzato e poi verso mezzogiorno sono partiti nuovamente per il Campo Base dell'Everest, raggiunto in circa due ore di camminata.
Dev'essere stato uno spettacolo e un'emozione indescrivibile: i due non riuscivano a trovare parole per descrivere la bellezza del posto e la loro gioia nell'essere arrivati fino a lì. E' stata una giornata faticosa ma indimenticabile!
Dopo aver conosciuto quel luogo incantevole, che mai scorderanno, sono tornati a Gorakshep dove passeranno la notte.
Domani saliranno sul Kalapattar da dove godranno di una magnifica vista sull'Everest e sulle montagne vicine.
Sabato hanno invece programmato una giornata intera di riposo a Lobuche. Quindi Adrian e William domenica si separeranno per ritrovarsi martedì o mercoledì: Adrian infatti, se il meteo lo permette, tenterà di scalare l'Island Peak mentre William proseguirà il cammino con il suo porter per Chukkung, Tyangboche e Namche.
Congratulazioni ragazzi per la conquista di oggi!!
4 novembre 2011
DAY 9
Un'altra giornata indimenticabile per Adrian e William!
La notte non è stata delle migliori: il freddo e l'altitudine hanno giocato i soliti scherzetti agli escursionisti, con raffreddore e mal di testa... ma niente che potesse minacciare la riuscita della scalata di oggi!
L'obiettivo era la cima della montagna Kalapattar, molto vicina al Monte Everest e quindi con un belvedere tra i più belli al mondo!
I due sono partiti stamattina alle 7 da Gorakshep (5160m), era freddo ma sereno, un tempo perfetto per camminare e raggiungere l'obiettivo. Dopo circa 2 ore di trekking, faticoso ma non difficile, sono arrivati
in cima a 5545m, ed ecco qui davanti ai loro occhi, il panorama più bello mai visto nella loro vita!!
A pochi km in linea d'aria da loro, il Monte Everest in tutta la sua bellezza e grandiosità, uno spettacolo irripetibile!
Erano felicissimi! Non solo per la realizzazione di un forte desiderio e la meraviglia del posto oltre ogni loro immaginazione, ma per William c'era anche l'emozione della sua prima vera scalata, la soddisfazione di avercela fatta! Congratulazioni!!!
Dopo aver trascorso del tempo in vetta, hanno proseguito il loro cammino verso Periche. Lungo il percorso hanno avuto modo di passare dalla piramide del CNR e visitarla rapidamente. Me l'hanno descritta come una piramide di vetro e acciaio molto grande, più di quella del Louvre per intenderci; al suo interno sono presenti laboratori di medicina, chimica, meteorologia, oltre agli alloggi per i ricercatori. A causa
della indisponibilità degli scienzati, Adrian e William non hanno potuto trattenersi più a lungo. Hanno quindi proseguito per Periche, dove sono arrivati quando ormai era buio, alle 17:30 circa, ed il freddo intenso.
Il tempo nel pomeriggio si era guastato ed aveva anche nevicato un poco.
In questo paese si fermeranno due notti per riposarsi dalle fatiche finora accumulate.
Buon meritato riposo e complimenti per l'obiettivo raggiunto!!
PS: Un saluto particolare da parte di Adrian e William alla loro famiglia colombiana!
5 novembre 2011
DAY 10
Mail di Adrian, h 13:45 ora locale
Mail di Adrian, h 16:00 ora locale
DAY 11
Giornata tranquilla per Adrian & Co.
Il trekking di oggi li ha visti impegnati per sole due ore o poco più, da Periche a Chukkung. Qui sono arrivati prima di pranzo e rimarranno fino a domani.
Il tempo oggi è stato brutto, nuvoloso e con un neve che scendeva fina ma costante. Il freddo è molto intenso, attorno ai -10°C, perciò Adrian e William avrebbero passato tutto il giorno e tutta la notte nel lodge.
Domani William proseguirà per Dingboche, o forse addirittura fino a Namche, dove la sistemazione è molto migliore e ha tutti i servizi a disposizione... insomma, c'è un po' più di civiltà e contatto con il mondo!
Adrian invece partirà dopo mezzogiorno verso il Campo Base dell'Island Peak, che tenterà di scalare a partire dalle prime ore di martedì insieme ad un altro gruppo di circa 20 persone e una guida sherpa. Lo
stesso martedì scenderà quanto più possibile, fino a Chukkung o a Dingboche.
William e Adrian quindi si ritroveranno martedì o mercoledì al massimo. La loro intenzione è di arrivare a Lukla giovedì, se riescono in mattinata, così da arrivare prima a Kathmandu.
In bocca al lupo Adrian per questa tua prossima montagna!!
Come probabilmente avete sentito dai media, l'aeroporto di Lukla è chiuso da qualche giorno per una "nebbia" fitta che copre la valle e non permette né ad aeroplani né ad elicotteri di giungere o di partire
dalla cittadina. Sono oltre 3000 le persone finora bloccate in valle e che aspettano il ripristino dei collegamenti con la capitale.
Tengo a rassicurare le persone che ci stanno seguendo che non sussiste alcun pericolo per questi escursionisti, se non il disagio di dover attendere per giorni la riapertura dell'aeroporto-eliporto, e al massimo
il razionamento di viveri. Le condizioni meteo inoltre dovrebbero migliorare da domani e quindi dovrebbero ripartire tutti i voli. Ci vorrà qualche giorno per smaltire tutta la congestione presente tuttora a Lukla, ma quando Adrian e William giungeranno nel paese (giovedì) la situazione dovrebbe essere ormai tornata alla normalità. Vi terrò aggiornati.
DAY 7
| In partenza da Periche |
all'indomani, quando visiteranno Kalapattar e la piramide di vetro del CNR e andranno a Gorakshep. Il loro primo obiettivo sta per essere raggiunto!
Il morale della truppa è, nonostante i primi inconvenienti, molto alto: non vedono l'ora di arrivare a Kalapattar e al campo base dell'Everest!
A risentirci!
3 novembre 2011
DAY 8
Il programma di oggi ha subito un cambiamento rispetto alla tabella di partenza. Il gruppo ha infatti deciso di recarsi per primo al campo base dell'Everest e lasciare a domani la salita al Kalapattar, per permettere una migliore acclimatazione.
Stamattina Adrian e William sono partiti dunque da Lobuche verso le 7 e sono arrivati a Gorakshep verso le 10, qui hanno riposato un'ora, hanno pranzato e poi verso mezzogiorno sono partiti nuovamente per il Campo Base dell'Everest, raggiunto in circa due ore di camminata.
| Adrian e William al campo base dell'Everest |
Dopo aver conosciuto quel luogo incantevole, che mai scorderanno, sono tornati a Gorakshep dove passeranno la notte.
Domani saliranno sul Kalapattar da dove godranno di una magnifica vista sull'Everest e sulle montagne vicine.
Sabato hanno invece programmato una giornata intera di riposo a Lobuche. Quindi Adrian e William domenica si separeranno per ritrovarsi martedì o mercoledì: Adrian infatti, se il meteo lo permette, tenterà di scalare l'Island Peak mentre William proseguirà il cammino con il suo porter per Chukkung, Tyangboche e Namche.
Congratulazioni ragazzi per la conquista di oggi!!
4 novembre 2011
DAY 9
Un'altra giornata indimenticabile per Adrian e William!
La notte non è stata delle migliori: il freddo e l'altitudine hanno giocato i soliti scherzetti agli escursionisti, con raffreddore e mal di testa... ma niente che potesse minacciare la riuscita della scalata di oggi!
L'obiettivo era la cima della montagna Kalapattar, molto vicina al Monte Everest e quindi con un belvedere tra i più belli al mondo!
I due sono partiti stamattina alle 7 da Gorakshep (5160m), era freddo ma sereno, un tempo perfetto per camminare e raggiungere l'obiettivo. Dopo circa 2 ore di trekking, faticoso ma non difficile, sono arrivati
in cima a 5545m, ed ecco qui davanti ai loro occhi, il panorama più bello mai visto nella loro vita!!
A pochi km in linea d'aria da loro, il Monte Everest in tutta la sua bellezza e grandiosità, uno spettacolo irripetibile!
| Sulla cima del Kalapatthar |
| Adrian sul Kalapatthar |
della indisponibilità degli scienzati, Adrian e William non hanno potuto trattenersi più a lungo. Hanno quindi proseguito per Periche, dove sono arrivati quando ormai era buio, alle 17:30 circa, ed il freddo intenso.
Il tempo nel pomeriggio si era guastato ed aveva anche nevicato un poco.
In questo paese si fermeranno due notti per riposarsi dalle fatiche finora accumulate.
Buon meritato riposo e complimenti per l'obiettivo raggiunto!!
PS: Un saluto particolare da parte di Adrian e William alla loro famiglia colombiana!
5 novembre 2011
DAY 10
Mail di Adrian, h 13:45 ora locale
Finalmente ho potuto dormire decentemente! Alle 9.45-10 pm ero già profondamente addormentato e mi sono svegliato alle 8 am. Oggi rimarrò il massimo possibile a letto, mi sento bene, l'unica cosa che mi disturba e' il raffreddore, sono tutto intasato ma non ho la febbre né nessun dolore muscolare.
William anche lui ha dormito bene ma oggi non può muovere le gambe. Ieri e' stata una lunga giornata, partenza alle 7 am da Gorakshep 5140 m, cima del Kala Patthar 5545 m alle 9 am, rientro a Gorakshep alle
10.30 am, discesa a Lobuche 4910 m (pranzo veloce) e discesa a Periche (White Yak lodge a 4278 m)......
Le viste dal Kala Patthar sono state spettacolari, magari non ho ancora realizzato tutta la grandezza di queste montagne ma sono veramente imponenti. Ho sempre avuto una ammirazione particolare per quelli che hanno scalato l'Everest (arrivando in cima o meno) ma adesso ti posso assicurare che ci vuole una determinazione e una autofiducia unica per tentare questa impresa.....guardavo la montagna e pensavo a Mallory, o a Sir Hillary nel '53 quando e' arrivato in cima....mamma mia che fenomeni!
Sono molto felice di questi 8 gg di camminata, mi sono piaciuti tantissimo, spero un giorno di tornare!
| Pranzo himalayano |
Qua a Periche ci fermiamo 2 notti, domani mattina partiamo verso Chukkung.6 novembre 2011
Alla fine William viene con me a Chukkung, poi io parto verso il CB del Island peak e lui mi aspetta li cosi quando rientro della mia scalata ci ritroviamo li e poi scendiamo insieme in una lunga giornata (questo
sara mercoledì) da Chukkung verso Namche.
Quindi il programma e:
Domenica 6: salita da Periche a Chukkung (+500 m)
Lunedì : parto da Chukkung al CB del Island peak mentre William rimane a Chukkung o forse scende a Dingboche se la quota di Chukkung gli da fastidio.
Martedì : iniziero alle 1 o 2 am la scalata rientrando al CB verso le 1 pm, e dali scendero a Chukkung o a Dingboche per ritrovare William, stimo verso le 6 pm....sara una lunga giornata x me.
Mercoledì : scendiamo insieme a Namche, 8-9 ore circa di trekking
Giovedì : scendiamo da Namche a Lukla : 8-9 ore circa di trekking
DAY 11
Giornata tranquilla per Adrian & Co.
Il trekking di oggi li ha visti impegnati per sole due ore o poco più, da Periche a Chukkung. Qui sono arrivati prima di pranzo e rimarranno fino a domani.
Il tempo oggi è stato brutto, nuvoloso e con un neve che scendeva fina ma costante. Il freddo è molto intenso, attorno ai -10°C, perciò Adrian e William avrebbero passato tutto il giorno e tutta la notte nel lodge.
Domani William proseguirà per Dingboche, o forse addirittura fino a Namche, dove la sistemazione è molto migliore e ha tutti i servizi a disposizione... insomma, c'è un po' più di civiltà e contatto con il mondo!
Adrian invece partirà dopo mezzogiorno verso il Campo Base dell'Island Peak, che tenterà di scalare a partire dalle prime ore di martedì insieme ad un altro gruppo di circa 20 persone e una guida sherpa. Lo
stesso martedì scenderà quanto più possibile, fino a Chukkung o a Dingboche.
William e Adrian quindi si ritroveranno martedì o mercoledì al massimo. La loro intenzione è di arrivare a Lukla giovedì, se riescono in mattinata, così da arrivare prima a Kathmandu.
In bocca al lupo Adrian per questa tua prossima montagna!!
Come probabilmente avete sentito dai media, l'aeroporto di Lukla è chiuso da qualche giorno per una "nebbia" fitta che copre la valle e non permette né ad aeroplani né ad elicotteri di giungere o di partire
dalla cittadina. Sono oltre 3000 le persone finora bloccate in valle e che aspettano il ripristino dei collegamenti con la capitale.
Tengo a rassicurare le persone che ci stanno seguendo che non sussiste alcun pericolo per questi escursionisti, se non il disagio di dover attendere per giorni la riapertura dell'aeroporto-eliporto, e al massimo
il razionamento di viveri. Le condizioni meteo inoltre dovrebbero migliorare da domani e quindi dovrebbero ripartire tutti i voli. Ci vorrà qualche giorno per smaltire tutta la congestione presente tuttora a Lukla, ma quando Adrian e William giungeranno nel paese (giovedì) la situazione dovrebbe essere ormai tornata alla normalità. Vi terrò aggiornati.
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Ubicazione:
Kala Patthar, Sagarmatha National Park, Nepal
ARCHIVIO: Everest Trekking 2011 - parte 1
27 ottobre 2011
E' arrivato il giorno tanto atteso, oggi Adrian parte alla volta di Kathmandu, dove inizierà la sua nuova avventura, che lo porterà alle pendici della "madre dell'Universo", la montagna più alta del mondo, il
Chomolangma, meglio conosciuto come Monte Everest.
Il suo compagno di avventura stavolta sarà William Santana, amico e collega che viene dalla Colombia, alla sua prima esperienza nepalese. Insieme coroneranno questo loro sogno di vedere da vicino l'affascinante
Monte Everest.
Questo il loro programma:
27/10/11 DAY 1: Arrival in Kathmandu
28/10/11 DAY 2: Flight to Lukla and trek to Phakding
29/10/11 DAY 3: Pahakding to Namche Bazaar
30/10/11 DAY 4: Namche (excursion to the Sherpa settlements of Khumjung and Khunde)
31/10/11 DAY 5: Trek Namche to Tyangboche
01/11/11 DAY 6: Tyangboche to Pheriche
02/11/11 DAY 7: Pheriche to Lobuche
03/11/11 DAY 8 : Visit Kalapattar and return to Gorakshep
04/11/11 DAY 9: Visit Everest Base Camp and return to Lobuche
05/11/11 DAY 10: Lobuche to Chukkung
06/11/11 DAY 11: Chukkung to Island Peak Base Camp
07/11/11 DAY 12: Summit Island Peak and descent to Chukkung
08/11/11 DAY 13: Trek Chukkung to Tyangboche
09/11/11 DAY 14: Tyangboche to Namche
10/11/11 DAY 15: Namche to Lukla
11/11/11 DAY 16: Flight back to Kathmandu
12/11/11 DAY 17: Flight back to Italy
13/11/11 DAY 18: Arrival in Italy
28 ottobre 2011
DAY 1
Adrian e William sono arrivati ieri a Kathmandu, ore 8:45 locale (+3h45' rispetto all'ora italiana, che fuso strano!).
Il volo è stato tranquillo, ma i due non sono riusciti a riposare. Così, dopo avere incontrato Nima, il responsabile dell'agenzia Cho Oyu Trekking, e dopo aver fatto un breve giro per la città per visitare i
luoghi più importanti e per comprare le ultime cose necessarie al tour, sono rientrati in hotel per riposare.
Verso sera hanno avuto un breve briefing con le persone dell'agenzia che hanno spiegato loro il programma dei giorni a venire. Dopo cena, subito nelle proprie camere per dormire in vista della levataccia dell'indomani.
DAY 2
Stamattina, sveglia alle 5:30, colazione, quindi in aeroporto per prendere alle 7:00 il volo 303 della Agni Air "Fly the Friendly Sky" per Lukla. Sullo stesso aereo con Adrian e William c'erano 5 kazaki, 1 sherpa e il pilota.
Adrian racconta che sono stati "26 minuti e 47 secondi di sofferenza, mai fatto un volo così!!! E' incredibile dove atterrano e i passi che si fanno con questo uccellino". L'aereo sfiorava le montagne e lo stesso aeroporto di Lukla sembrava inavvicinabile persino dal cielo, figurarsi via terra! In ogni modo, spavento a parte, il volo si è concluso perfettamente. Sono atterrati a 2840m slm, verso le 9 hanno iniziato il loro trekking, passando da Cheplung (2592m), Phakding (2610m), Bengkar (2630m) e terminando la tappa di oggi a Monjo (2835m). Qui sono arrivati verso le 16:30 del pomeriggio, dopo 5 ore di trekking (più una pausa per il pranzo) e 16-17km circa percorsi.
Adrian mi ha raccontato di un panorama bellissimo, hanno già potuto vedere la cima dell'Everest e il cammino di oggi è stato abbastanza agevole, lungo una stupenda valle fluviale. Anche il lodge dove
trascorreranno la notte mi riferisce che è molto bello, pulito, c'è addirittura l'acqua calda per farsi la doccia. Qui ceneranno e poi andranno a riposare in vista della seconda tappa di domani.
Entrambi stanno bene, risentono ancora un po' dei postumi del viaggio insonne di ieri e del fuso orario (William specialmente), ma erano molto contenti. La comunicazione via satellite è difficoltosa ma comunque
siamo riusciti a parlare qualche minuto, in alcuni punti prende addirittura il cellulare.
29 ottobre 2011
DAY 3
Ieri Adrian e William sono andati a dormire molto presto: alle 20 erano già a letto!
Stamattina si sono svegliati di buon'ora, alle 6:15, dopo una notte ristoratrice.
Alle 7:30 sono partiti verso Namche, dove sono giunti dopo 3 ore di trekking. Il percorso è stato spettacolare: si sono fermati in una posizione panoramica dove hanno potuto osservare in tutta la loro
Maestosità il monte Everest (8848m), il Lhotse (8516m) e il Nuptse (7861m).
Il paese di Namche, situato a 3440m slm, è un piccolo e grazioso villaggio dove non manca nulla: ostelli, locande, piccoli alberghi, farmacie, negozi, vi è persino la copertura per i cellulari e la possibilità di
collegarsi Wi-Fi ad internet.
Il lodge dove Adrian e William sono alloggiati è il più bello di tutti: una palazzina di quattro piani, ben tenuta, con bagno privato in ogni camera e acqua calda. Le pareti sono piene di foto di Simone Moro durante le sue spedizioni sugli Ottomila: il famoso alpinista italiano infatti si ferma qui durante i suoi avvicinamenti ai campi base. Questo lodge è di proprietà di Niima, il proprietario della Cho Oyu trekking, che qui è nato e vissuto.
Oggi pomeriggio Adrian e William avranno del tempo libero da trascorrere come meglio crederanno, probabilmente a riposare e a girovagare nei dintorni. Domani percorreranno un sentiero ad anello che li porterà a visitare un monastero vicino e un villaggio di sherpa, e li riporterà poi a Namche dove trascorreranno un'altra notte.
Adrian era entusiasta del cammino, dei panorami, della sistemazione. Entrambi si stanno godendo al massimo questa avventura e sono entrambi molto felici, la stanno vivendo alla grande!
Ecco la mail che ho ricevuto poco fa (ore 16:45 locali):
DAY 4
SMS di Adrian ore 14:45 ora locale
ma non freddo. La sistemazione e l'accoglienza è sempre ottima, sia negli alloggi che nel cibo. I panorami poi sono meravigliosi.
Entrambi sono felicissimi della avventura finora. Stanno bene e si stanno abituando all'altitudine: la stanchezza cronica sta passando e la pressione si stanno sistemando.
Domani lasceranno Namche alle 7:30 di mattina e arriveranno a Tyangboche in 6 ore circa di trekking.
A domani!
31 ottobre 2011
DAY 5
SMS di Adrian, 15:15 ora locale
nel lodge e domani nuova tappa per Pheriche. Stanno entrambi molto bene e l'acclimatazione è ormai completata.
Al prossimo aggiornamento!
1 novembre 2011
DAY 6
Mail di Adrian, 19:40 ora locale
E' arrivato il giorno tanto atteso, oggi Adrian parte alla volta di Kathmandu, dove inizierà la sua nuova avventura, che lo porterà alle pendici della "madre dell'Universo", la montagna più alta del mondo, il
Chomolangma, meglio conosciuto come Monte Everest.
IL PERCORSO:
EVEREST BASE CAMP TREKKING
Paese: Nepal
Altezza max: 6165m (Island Peak)
Catena: Himalaya
EXPEDITION TEAM:
Adrian Gauna, William Santana,
sherpas e porter della Cho Oyu Trekking
Monte Everest.
Questo il loro programma:
27/10/11 DAY 1: Arrival in Kathmandu
28/10/11 DAY 2: Flight to Lukla and trek to Phakding
29/10/11 DAY 3: Pahakding to Namche Bazaar
30/10/11 DAY 4: Namche (excursion to the Sherpa settlements of Khumjung and Khunde)
31/10/11 DAY 5: Trek Namche to Tyangboche
01/11/11 DAY 6: Tyangboche to Pheriche
02/11/11 DAY 7: Pheriche to Lobuche
03/11/11 DAY 8 : Visit Kalapattar and return to Gorakshep
04/11/11 DAY 9: Visit Everest Base Camp and return to Lobuche
05/11/11 DAY 10: Lobuche to Chukkung
06/11/11 DAY 11: Chukkung to Island Peak Base Camp
07/11/11 DAY 12: Summit Island Peak and descent to Chukkung
08/11/11 DAY 13: Trek Chukkung to Tyangboche
09/11/11 DAY 14: Tyangboche to Namche
10/11/11 DAY 15: Namche to Lukla
11/11/11 DAY 16: Flight back to Kathmandu
12/11/11 DAY 17: Flight back to Italy
13/11/11 DAY 18: Arrival in Italy
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| William e Adrian nell'aeroporto di Doha (Qatar) |
DAY 1
Adrian e William sono arrivati ieri a Kathmandu, ore 8:45 locale (+3h45' rispetto all'ora italiana, che fuso strano!).
Il volo è stato tranquillo, ma i due non sono riusciti a riposare. Così, dopo avere incontrato Nima, il responsabile dell'agenzia Cho Oyu Trekking, e dopo aver fatto un breve giro per la città per visitare i
luoghi più importanti e per comprare le ultime cose necessarie al tour, sono rientrati in hotel per riposare.
Verso sera hanno avuto un breve briefing con le persone dell'agenzia che hanno spiegato loro il programma dei giorni a venire. Dopo cena, subito nelle proprie camere per dormire in vista della levataccia dell'indomani.
DAY 2
Stamattina, sveglia alle 5:30, colazione, quindi in aeroporto per prendere alle 7:00 il volo 303 della Agni Air "Fly the Friendly Sky" per Lukla. Sullo stesso aereo con Adrian e William c'erano 5 kazaki, 1 sherpa e il pilota.
Adrian racconta che sono stati "26 minuti e 47 secondi di sofferenza, mai fatto un volo così!!! E' incredibile dove atterrano e i passi che si fanno con questo uccellino". L'aereo sfiorava le montagne e lo stesso aeroporto di Lukla sembrava inavvicinabile persino dal cielo, figurarsi via terra! In ogni modo, spavento a parte, il volo si è concluso perfettamente. Sono atterrati a 2840m slm, verso le 9 hanno iniziato il loro trekking, passando da Cheplung (2592m), Phakding (2610m), Bengkar (2630m) e terminando la tappa di oggi a Monjo (2835m). Qui sono arrivati verso le 16:30 del pomeriggio, dopo 5 ore di trekking (più una pausa per il pranzo) e 16-17km circa percorsi.
Adrian mi ha raccontato di un panorama bellissimo, hanno già potuto vedere la cima dell'Everest e il cammino di oggi è stato abbastanza agevole, lungo una stupenda valle fluviale. Anche il lodge dove
trascorreranno la notte mi riferisce che è molto bello, pulito, c'è addirittura l'acqua calda per farsi la doccia. Qui ceneranno e poi andranno a riposare in vista della seconda tappa di domani.
Entrambi stanno bene, risentono ancora un po' dei postumi del viaggio insonne di ieri e del fuso orario (William specialmente), ma erano molto contenti. La comunicazione via satellite è difficoltosa ma comunque
siamo riusciti a parlare qualche minuto, in alcuni punti prende addirittura il cellulare.
29 ottobre 2011
DAY 3
Ieri Adrian e William sono andati a dormire molto presto: alle 20 erano già a letto!
Stamattina si sono svegliati di buon'ora, alle 6:15, dopo una notte ristoratrice.
Alle 7:30 sono partiti verso Namche, dove sono giunti dopo 3 ore di trekking. Il percorso è stato spettacolare: si sono fermati in una posizione panoramica dove hanno potuto osservare in tutta la loro
Maestosità il monte Everest (8848m), il Lhotse (8516m) e il Nuptse (7861m).
Il paese di Namche, situato a 3440m slm, è un piccolo e grazioso villaggio dove non manca nulla: ostelli, locande, piccoli alberghi, farmacie, negozi, vi è persino la copertura per i cellulari e la possibilità di
collegarsi Wi-Fi ad internet.
Il lodge dove Adrian e William sono alloggiati è il più bello di tutti: una palazzina di quattro piani, ben tenuta, con bagno privato in ogni camera e acqua calda. Le pareti sono piene di foto di Simone Moro durante le sue spedizioni sugli Ottomila: il famoso alpinista italiano infatti si ferma qui durante i suoi avvicinamenti ai campi base. Questo lodge è di proprietà di Niima, il proprietario della Cho Oyu trekking, che qui è nato e vissuto.
Oggi pomeriggio Adrian e William avranno del tempo libero da trascorrere come meglio crederanno, probabilmente a riposare e a girovagare nei dintorni. Domani percorreranno un sentiero ad anello che li porterà a visitare un monastero vicino e un villaggio di sherpa, e li riporterà poi a Namche dove trascorreranno un'altra notte.
Adrian era entusiasta del cammino, dei panorami, della sistemazione. Entrambi si stanno godendo al massimo questa avventura e sono entrambi molto felici, la stanno vivendo alla grande!
Ecco la mail che ho ricevuto poco fa (ore 16:45 locali):
Siamo a Namche 3440 m, il trekking di oggi e' stato bellissimo, soltanto 3 ore per salire 600 m. William e' un po' provato ma e' normale per l'altitudine, nei prossimi giorni con l'acclimatazione si metterà a posto, anche lui e' contentissimo. Adesso dorme, sono 3 ore che e' profondamente in relax...30 ottobre 2011
L'albergo Sherpaland (da un 'occhiata al loro sito) e' stupendo, 5 stelle, e' della famiglia di Nima Sherpa, proprietario di Cho Oyu Trekking, Nima e' nato qui.
Siamo finalmente nella terra degli Sherpas, e' gente gentilissima, molto tosta, simpatici, sanno trattare bene con i turisti.
DAY 4
SMS di Adrian ore 14:45 ora locale
Siamo appena arrivati da 6 ore di trekking. Abbiamo fatto un anello, da Namche 3440m al balcone "Everest View" 3880m dove abbiamo fatto bellissime foto dell'Everest, Lhotse, Nupse e Ama Dablam.Nel corso della giornata sono riuscita a parlare un poco per telefono e a chattare brevemente via internet, mi dicono che il tempo è spettacolare tutta la mattina, poi verso mezzogiorno si copre sempre. Fa freschino
Poi siamo andati a Khunjung 3780m dove abbiamo visitato un monastero - abbiamo visto la testa di uno Yeti! - poi a Khunde 3840m dove abbiamo pranzato, poi sulla via di ritorno a Namche siamo passati per Syangboche 3720m... Adesso un po' di relax a Namche!
ma non freddo. La sistemazione e l'accoglienza è sempre ottima, sia negli alloggi che nel cibo. I panorami poi sono meravigliosi.
Entrambi sono felicissimi della avventura finora. Stanno bene e si stanno abituando all'altitudine: la stanchezza cronica sta passando e la pressione si stanno sistemando.
Domani lasceranno Namche alle 7:30 di mattina e arriveranno a Tyangboche in 6 ore circa di trekking.
A domani!
31 ottobre 2011
DAY 5
SMS di Adrian, 15:15 ora locale
Questa mattina siamo partiti da Namche 3440m alle 8, siamo passati da Sanasa 3550m e scesi a Phungi Thanga 3250m, questo in 3 ore. Lì abbiamo pranzato (omelette e uova per me, zuppa di pomodoro e riso fritto per William), da lì abbiamo iniziato una salita impegnativa di 600m per raggiungere Tengboche 3860m. Abbiamo visitato il monastero buddhista Tengboche e poi in 30min di discesa siamo arrivati a Deboche. Adesso siamo nel lodge "Paradise", molto spartano ma siamo riusciti anche a fare una doccia!Sentito poi telefonicamente, Adrian mi ha detto che oggi il tempo è stato brutto, già dalla mattina era tutto coperto e cadeva una pioggia fine. Si trovavano praticamente dentro le nuvole, e non hanno potuto vedere niente. Poco male comunque, perché il panorama non sarebbe stato diverso da quello dei giorni scorsi. Un giorno nuvoloso è cosa consueta, a detta dei locali, già da domani dovrebbe tornare sereno. Stasera cena
nel lodge e domani nuova tappa per Pheriche. Stanno entrambi molto bene e l'acclimatazione è ormai completata.
Al prossimo aggiornamento!
1 novembre 2011
DAY 6
Mail di Adrian, 19:40 ora locale
Siamo partiti da Deboche alle 8 am (3820 m), dopo 3 ore di marcia siamo arrivati a Shomare 4010 m dove abbiamo pranzato. Poi abbiamo continuato arrivando a Periche alle 14 (4240 m). Non abbiamo potuto vedere uin granché, soltanto un pezzettino del Lhotse (tra le nuvole).Confidiamo tutti che domani sia un tempo migliore per consentirvi di ammirare tutta la maestosità dell'Everest proprio sulle sue pendici!
Domani ci aspetta una lunga giornata, saliremo a Lobuche fino a 4910 m, saremo molto vicini alla Piramide del CNR (30 min da li e +60 m dislivelo), vediamo in che condizioni arriveremo ma la mia idea e quella
di andar a visitare la Piramide domani in pomeriggio.
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Ubicazione:
Distretto di Dolkha, Nepal
5 dicembre 2011
ARCHIVIO: Cho Oyu 2009 (fine)
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| Adrian dopo il secondo tentativo alla vetta |
AGRADECIMIENTOS
Queridos Amigos,
que dificil volver a hacer lo de todos los dias sin pensar en la magnifica experiencia vivida!!!, como se graba la alta quota en la memoria!!! que lindo respirar ese aire frio pero a la vez puro!!!
Fueron 35 dias intensos, inolvidables, de mucha paz y concentracion, algo que solo se puede lograr en ese paraiso terrenal.......Nos dedicamos a la montaña, la disfrutamos a lo grande y nos entregamos a su voluntad, luchamos por la cumbre sin dejar de pensar que nuestra felicidad se lograria sin importar la quota alcanzada y a medida que pasan los dias me doy cuenta que asi fue. Es un alivio saber que ustedes tambien disfrutaron a la distancia y que no los hemos defraudado, fue genial poder compartir esta aventura con todos ustedes.
Es mas que claro que la montaña y su entorno son un mundo particular para mi, la fatiga que produce es un combustible sin fin, me divierto en este mundo y me estimula a mejorar, me encantaria contar con este afecto y apoyo incondicional en cada una de las proximas aventuras que afrontaremos.
Quiero agradecer infinitamente a : Popita, Luana, Luisa, Dani y Lella, Humberto, Vale y Juan, Lucre, Gino-Luca-Lucy y Javier, Los Perritos del Fin del Mundo, Leon, William-Nubia-Isabella-Mario -Fernanda y Alan, Simon, Meli y Andre, Goncalo, Dario Rojas, Dario Ghiberto, Pablito Alia, Pablo Bouchard, Alfredo Da Cunda, Nico, Jaime Luna, Roxi, Angeles, Jesus y Meme, Miguel , Bego, Ale -Tata-Andre y Francy, Enrico y Eliana, Lelle-Maria-Michele y Giulia, Luisina, Nacho Lucero, Semanario El Vecinal, a todos mis amigos y colegas de trabajo Clerici Sacco y a mi familia, por acompañarnos durante este sueño!!!
Mil gracias a los sponsors que tanto nos han ayudado para reunir fondos y materiales :
Grupo Clerici Sacco Italia, CentroAgrolechero Colombia, Nagrolec Ecuador, Bioinsumos Uruguay, Suministros Qualitas Venezuela y Tuteur Argentina.
Les envio un fuerte abrazo y nuevamente mil gracias por todo vuestro afecto y Amistad!!!
Adrian
RINGRAZIAMENTI
la festa a sorpresa prima della nostra partenza era gia troppo!!! Non so come fare per ringraziarvi per tutte le emozioni che mi avete fatto sentire.
Tutti quelli che mi conoscono un pochettino di più sanno che sono un malato degli sport, che mi diverto faticando, purtroppo sono fatto cosi e finora non è arrivato il momento di domandarmi “chi me lo fa fare”……sospetto che in un modo o l’altro continuerò a faticare e voi continuerete a essere miei complici….
Questa montagna mi ha messo alla prova su tanti aspetti, ma forse c’è uno che solo io capisco e riguarda come si occupa la testa durante le lunghe ore di attesa nei diversi campi, in quelle ore si riflette su tutto, si fanno dei progetti irrealizzabili, si sogna e si pensa tantissimo a tutte quelle persone che uno ama, la famiglia, la fidanzata, gli amici, tutti voi occupate un posto importantissimo nelle mie ore, nella mia vita e questo mi fa veramente felice!!!
Voglio ringraziarvi di cuore per tutto l’affetto che mi avete regalato, voglio ringraziarvi per i regali di compleanno e per la bellissima riunione di ieri sera!!!
Tutto questo per me vale un mondo di felicità e mi stimola a continuar con questi tipi di imprese che senza di voi non avrebbero lo stesso senso.
Voglio ringraziare la nostra Popita (base logistica) per aiutarmi a comunicare tramite il blog e per tutto il supporto che mi ha dato durante la expedition.
Vi invio un forte abbraccio
Adrian
Ubicazione:
Cho Oyu, Shigatse, Nepal
ARCHIVIO: Cho Oyu 2009 (quinta parte)
IL RIENTRO
04 ottobre 2009
Dopo due giorni interi di riposo al CBA, domani Adrian si incamminerà verso il CB.
La neve cade ininterrottamente da tre giorni (è addirittura crollata una tenda mensa seppellendo un gruppo di neozelandesi, tutti illesi fortunatamente), tanto da far temere un ritardo dell'arrivo degli yak che porteranno a valle tutto il materiale. Oggi questi bestioni (nemmeno così tanto mansueti come si pensa) sono riusciti ad arrivare: domani mattina alle 6 si carica tutto e alle 7 si parte a piedi verso il CB.
Adrian stima che ci si metteranno circa 8-9 ore, sperando che la strada non sia eccessivamente coperta da neve. Dal CB, verranno prelevati da una jeep e portati in uno dei villaggi in cui si sono fermati all'andata: Tingri, Zangmu o Nyalam, a seconda dell'ora che si farà.
Tra martedì e mercoledì passeranno la frontiera cinese-nepalese, se non vi saranno ulteriori irrigidimenti nei passaggi transfrontalieri. Quindi, passeranno qualche giorno da turisti a Kathmandu, per poi tornare in Italia lunedì 12. Il rientro è già iniziato...
After two whole resting days in the ABC, tomorrow Adrian will walk towards the BC.
The snow has been falling for three days (a refectory tent collapsed, and it buried a team of New Zealanders, fortunately everyone was uninjuried), so much that they feared a delay of the yaks, which will carry the equipment downhill. Today these big (but not tame) beasts could arrive: tomorrow morning, at 6am, they are loading everything, and at 7am they are leaving for the BC on foot.
Adrian estimates 8-9 hours of walk, hoping that the way is not overloaded with snow. From BC, they will be picked up by a jeep and brought in one of the towns where they stopped on the outward journey: Tingri, Zangmu or Nyalam, it depends from the time.
On Tuesday or on Wednesday, they will pass the frontier China-Nepal, it there aren't further obstinacy in the transfrontalier passages. Then, they'll spend some days in Kathmandu as tourists, and they'll get back in Italy on Monday 12th. The homecoming has begun...
05 ottobre 2009
Stamattina Adrian ha cominciato il lungo viaggio di rientro, lasciando alle sue spalle la mole del Cho Oyu.
Sveglia alle 6 di mattina e partenza dal CBA alle 7, con Pavel (uno dei tre polacchi con cui aveva fatto anche il viaggio di andata, il primo di loro a rientrare), uno sherpa, due yak e un "guidatore di yak" (a quanto pare ci vuole la patente per farli muovere!).
Il cammino verso il CB è durato 7 ore: nonostante il dislivello fosse di -300m, il percorso è stato - a detta di Adrian - per nulla facile, molto lungo e noioso per i continui saliscendi.
Giunti al CB, dove li aspettava Julver (egli aveva infatti preferito scendere con un giorno di anticipo), hanno dovuto questionare con l'ufficiale dei trasferimenti, per poter lasciare la montagna e transitare verso i paesi di confine. Non so bene come, ma pretendeva di trattenere loro (o i loro soldi) finché non fossero stati con loro anche gli altri due polacchi che figuravano sul permesso di entrata... Fatto sta che, alla fine, sono riusciti ad avere quanto spettava loro, e a partire con la jeep.
Dopo una sosta "tecnica" a Tingri per bere e mangiare qualcosa, sono partiti alla volta di Zangmu, il paese al confine tra Cina e Nepal, dove alloggiano questa notte, in attesa di passare la frontiera.
L'"hotel" è un palazzone di cinque piani, con stanze da cinque letti ciascuna, sporco e malandato. L'unico bagno è all'ultimo piano dell'edificio, e qui finalmente Adrian e Julver sono riusciti a farsi la loro prima "doccia" dopo circa 25 giorni. Il primo a affrontare il sudiciume della doccia è stato Adrian. Dopo essersi accorto che dal rubinetto usciva solo acqua fredda, ha mandato Julver a chiedere per l'acqua calda... Dopo qualche minuto, eccolo tornare con due thermos di acqua calda in bagno... Lui aveva sì chiesto dell'acqua calda, ma quelli dell'albergo gliene avevano data da portare in camera per farsi il the! Mentre lui credeva che quella fosse l'unica a disposizione per farsi la doccia! (...seguono risate e prese in giro da parte di Adrian...) In ogni modo, poi l'acqua calda è arrivata e i due, dopo la "doccia", sono infine usciti per cenare verso le 23 di sera, al ristorante vicino all'albergo: riso bollito, zuppa fosforescente, verdure agrodolce, pollo radioattivo, e qualche altra schifezza cinese che hanno sapientemente lasciato nel piatto.
Infine a letto, per così dire puliti e sazi, in attesa della complicata giornata di domani, che dovrebbe vedere il loro arrivo a Kathamandu, se non vi saranno ulteriori intoppi doganali.
Today, Adrian left the ABC at 7 am and he arrived in the BC after 7 hours of walk.
There, he, Julver and Pavel were picked by a jeep and transferred to Zangmu, a little town near the frontier with Nepal.
They are spending the night there in a hotel and tomorrow they should go back to Kathmandu.
06 ottobre 2009
Adrian e Julver hanno oggi passato il confine e sono arrivati a Kathmandu. Sono già sistemati in albergo e hanno cominciato a sbrigare le prime pratiche per il rientro, come l'invio via cargo dell'equipaggiamento.
Today Adrian and Julver passed the frontier and they arrived in Kathamandu. They have already settled in the hotel and they began to handle the first matters for their homecoming, as the forwarding of the equipment via cargo.
07 ottobre 2009
Mail di Adrian, ore 14.53
Questa mattina ho parlato un bel po' con Simone Moro, siamo nello stesso albergo (Malla Hotel) a Kathmandu, lui e' venuto per aprire una nuova via sul Cho Oyu con la gente di North Face ma la frontiera per andare in Tibet e' chiusa (la hanno chiusa 3 gg dopo che ero passato io, all'inizio di settembre) quindi domani rientra in Italia. Gli ho raccontato quello che avevamo fatto e mi ha detto "hai fatto benissimo a tornare indietro", a quella quota con il tempo che c'era non si va avanti, il rischio di valanghe era troppo grande, troppa neve morbida, nuvole, in pratica ci ha dato il "visto buono il grande Simone".....7875 m e' gia una quota dove non si scherza, massimo avendo dormito 2 notte (3 gg) a 7.200 m (Camp 2).Adrian oggi si è parecchio dato da fare per poter anticipare il volo di rientro, visto che il tempo a Kathmandu è molto brutto e non va bene nemmeno per visitare la città. Purtroppo non è possibile cambiare il biglietto (farlo corrisponde a comprarsi un biglietto nuovo), perciò il loro rientro in Italia è confermato per lunedì prossimo, 12 ottobre, con volo Quatar Airways Kathamandu-Doha-Milano MXP.
Nel campo base avanzato ho condiviso un sacco di tempo con Mario Merelli (l'altro bergamasco di lusso) quindi questa esperienza e' stata iper ricca per me e Julver!!!
Un bacio grande - Adrian
Nel frattempo, sta vedendo se riesce ad andare a scalare qualche altra "montagnetta" nei dintorni... ma non è mai stanco??
11 ottobre 2009
Considerato il rientro anticipato di 3 giorni a Kathmandu, Adrian ha passato gli ultimi giorni da turista nella capitale nepalese: visite a monumenti, shopping, pranzi in ristoranti italiani... insomma, tutto quanto conviene a un mediocre turista in una qualunque metropoli del mondo! Ma ora che tutto è stato visto e visitato e non rimane granchè da fare, Adrian si sta proprio annoiando... Menomale che domani si rientra in Italia! (Yuppyyy! ...era ora... dico io! )
Anche per i loro amici polacchi Roberts e Pawel non c'è stato niente da fare, vento e valanghe hanno distrutto le loro tende al C1 e al C2 :
We did second push but in camp one we found tent complitely destroyed by wind, we tryed open new tent but wind was very strong about 80 km/h and during trying part of second tent blowing away withot tent we descended to abc. In next day come back swidish girls and Artur becouse of wind. Artrur get to serac and come back very tired. Day later his Sherpa get camp 2 and found our tent under avalanche. We loose some things but we are alive and can come back to mountains. Roberts
![]() |
| Cho Oyu dal ABC |
Ubicazione:
Cho Oyu, Shigatse, Nepal
ARCHIVIO: Cho Oyu 2009 (quarta parte)
ATTACCHI ALLA VETTA
26 settembre 2009
Considerate le condizioni metereologiche avverse previste per tutta settimana prossima, a partire da lunedì sera, forse Adrian e Julver decideranno di cominciare a salire da stanotte, per tentare la vetta prima che arrivi la perturbazione.
Domani sera vi aggiornerò sulla loro decisione.
In bocca al lupo ragazzi! FORZA!
27 settembre 2009
Adrian e Julver sono ancora al campo base avanzato. Se le condizioni metereologiche lo permetteranno, cominceranno a salire da martedì prossimo.
28 settembre 2009
Adrian e Julver sarebbero dovuti salire al C1 stamattina, ed anticipare così di un giorno l'ascesa, sfruttando al meglio la breve finestra di tempo con meteo più o meno favorevole (da oggi a venerdì mattina).
Purtroppo Julver non era in forma, perciò, se si riprende per tempo, dovrebbero cominciare la scalata domani mattina presto e arrivare al C1 nel primo pomeriggio, mercoledì mattina salire al C2, riposare qualche ora e poi nella notte tra mercoledì e giovedì tentare la cima, per poi rientrare al CBA.
29 settembre
Ci siamo!
Stamattina Adrian e Julver hanno lasciato il CBA per il loro primo (forse unico?) tentativo alla vetta del Cho Oyu. Infatti, da domani, ci sarà qualche giorno di tempo incerto, con nevicate più o meno intense e brevi ma provvidenziali schiarite, ma da venerdì sera le nevicate si faranno sempre più intense e non cesseranno almeno fino a martedì 6. Tenendo conto che giovedì 8 dovranno necessariamente farsi trovare al campo base per il rientro a Tingri, se le previsioni si rivelassero azzeccate, potrebbe veramente non esserci più tempo per un secondo tentativo... Insomma, o la va o la spacca!
Adrian e Julver sono partiti stamattina dal CBA (5600m slm) alle 9 am con il bel tempo, per arrivare in soltanto 4 ore e mezza al C1 (6420m slm), quando il tempo stava già cambiando. Hanno ritrovato la loro tenda quasi completamente sommersa dalla neve, e hanno dovuto spalare parecchio per poterla liberare.
Dopo essersi rifocillati con un po' di zuppa calda, sono subito andati a dormire per riposarsi per la salita al C2 (7205m slm), in programma domani mattina. Nel tardo pomeriggio, al C1 già nevicava parecchio... speriamo nella clemenza del tempo almeno per le prossime 48 ore.
Mucha suerte!!!
Here we are!
This morning, Adrian and Julver left CBA for their first (maybe the only one) attempt to the summit of the Cho Oyu.
In fact, as from tomorow, there will be some days of incertain weather, with more or less intense snowfalls and short but timely clearingups, but as from Friday evening the snowfalls are getting more and more intense and they will not stop until Tuesday 6th. Considering that Adrian and Julver must be at CB on Thursday 8th, for the drive to Tingri, if the forecast was correct, there could be no more time for a second attempt... that is, it's all or nothing!
Adrian and Julver set out from CBA (5600m asl) at 9 am with nice weather, and they arrived to C1 (6420m asl) only after 4hours and a half, when the weather was already getting worse. They found their tent overwhelmed by the snow, and they had to shovel pretty much to set it free.
They refreshed theirselves with a warm soup and they immediately went to bed to rest for the ascent to C2 (7205m asl), planned for tomorrow morning. In the late afternoon, at C1 it was snowing a lot... we hope in the clemency of the weather for the next 48 hours!
Mucha suerte!!!
30 settembre 2009
Queste sono le ore decisive! Siamo nel vivo della scalata!
Purtroppo non ho molte notizie, ma vi riferisco quel poco (fondamentale) che so.
Adrian e Julver sono arrivati al C2 (7205m slm) nel pomeriggio, dopo circa 6 ore di scalata.
Erano molto stanchi, il percorso è stato difficoltoso a causa della tanta neve accumulata in questi giorni, ma stavano bene.
Si stavano preparando qualcosa da mangiare e poi sarebbero andati in tenda a riposarsi, in vista di stanotte.
Pensavano infatti di partire verso le undici-mezzanotte (in questi istanti praticamente) per tentare la vetta (8201 m slm).
Domani dovrebbero riposare nuovamente al C2 per poi ridiscendere al CBA venerdì.
Vi terrò aggiornati!
FORZA RAGAZZI!
Aggiornamento delle 20.40.
Messaggio da Adrian "Partiamo tra 20 minuti."
IN BOCCA AL LUPO!!!
These are the crucial hours!
Unfortunately, I haven't many news, but I'm telling that little (fundamental) I know.
Adrian and Julver arrived at C2 (7205m alm) in the afternoon, after 6 hours of climb.
They were very tired, the way had been hard because of the snow fallen these days, but they were well.
They were cooking, then they would have gone in the tent to rest, in view of tonight.
In fact, they thought to leave at about 11-12 pm (pratically, now) to attempt the summit (8201m asl).
Tomorrow they should sleep in C2 and friday they'd go back to ABC.
I'll keep you informed!
COME ON, GUYS!
Updating at 8.40 pm.
Message from Adrian: "We are moving in 20 minutes."
BREAK A LEG!!!
01 ottobre 2009
La tensione e l'adrenalina crescono! Siamo nel mezzo del secondo, decisivo, definitivo attacco alla vetta!
Ma prima vi faccio un resoconto delle ultime, concitate 24 ore.
Ci siamo lasciati ieri sera con l'ultimo sms di Adrian, in cui diceva che stavano per partire.
Fino alle 4 di stamattina, nessuna notizia, finché mi è arrivato un altro sms: "Niente cima, siamo arrivati a 7500m ma sotto neve e freddo terribili, stiamo valutando di attaccare questa sera se la meteo vuole."
Dopo poco, ci siamo sentiti anche per telefono: erano appena rientrati al C2; dopo 4 ore di salita, il freddo si era fatto insopportabile, non sentivano più mani nè piedi e da ore nevicava molto forte, perciò avevano reputato fosse inutile rischiare per questa notte e avevano deciso di tornare indietro. La loro idea era quella di prolungare di un giorno e di una notte la loro permanenza al C2 per tentare di nuovo l'indomani, eventualmente montando nel pomeriggio anche il C3 circa 400m più in alto, dove avevano visto altre tende.
Ho sentito nuovamente Adrian stamattina alle 7, con qualche dettaglio in più sulla notte e le idee un po' più chiare riguardo un secondo tentativo. Il fatto cruciale è che, oltre alla neve e al freddo, Julver, forse ancora debilitato dai malesseri dei giorni scorsi, ha cominciato a una certa quota ad accusare un forte mal di testa e ad avere tanta tosse da impedirgli di salire ulteriormente. Hanno perciò reputato prudente tornare indietro per non correre inutili rischi. Al C2 avrebbe potuto curarsi con qualche pastiglia e antidolorifico, e, in caso di miglioramenti sia del meteo che delle condizioni fisiche, avrebbero potuto riprovare la notte stessa.
Ulteriore telefonata verso le 12.30: i due avevano deciso di riprovare a salire a mezzanotte, senza montare C3 ma puntando direttamente alla vetta per evitare di portare troppo peso con sè, quindi tornare al C2 per un'ulteriore notte (obbligatoriamente l'ultima, per non incorrere in inutili rischi: dormire a quella quota non fa affatto bene, ed è sconsigliabile farlo per oltre due, massimo tre, notti). Julver stava molto meglio, a detta di Adrian, anche se io lo sentivo tossire forte in sottofondo...
Infine, ultima telefonata verso le 18.30: si erano appena "svegliati" e nel giro di due ore, il tempo di preparare l'attrezzatura, sarebbero partiti nuovamente verso la cima. Le nuvole minacciose non promettevano nulla di buono, ma -se solo le previsioni meteo stavolta ci azzeccassero!- verso mattina dovrebbe uscire il sole... Dopo la scalata, il ritorno al C2, una notte di riposo lì, poi il rientro al CBA entro sabato. A causa della chiusura delle frontiere da parte della Cina, e dell'avvicinarsi dell'inverno, gli alpinisti mano a mano stanno lasciando la montagna e ormai in pochi sono rimasti a tentare la vetta. Adrian e Julver potrebbero essere tra gli ultimi del 2009 a farlo.
Rimango in febbrile (e agitata!) attesa di una loro telefonata... prego la "Dea Turchese" (questo vuol dire Cho Oyu) di essere clemente con i nostri due alpinisti, almeno questa notte, e di permettere loro di coronare il sogno di una vita.
Ma, a qualunque quota arriveranno, per loro sarà comunque un successo! Forza Adrian, forza Julver! L'ultimo sforzo, e il Cho Oyu potrebbe essere vostro! Siamo con voi!
Tension and adrenaline are rising! We are in the middle of the second, decisive, definitive assault to the summit!
But before I'm doing a brief report of the last, agitated 24 hours.
We had left yesterday night with Adrian's last sms, where he said they were moving.
Until 4am, I had no news, when another sms arrived: "No summit. We arrived at 7500m but under terrible snow and cold, we are thinking to try again tonight, if the weather wants."
A short time later, I heard him by phone: they had just got back to C2; after 4 hours of ascent, the cold became unbearable, they felt their hands and feet no more, and it has been snowing very much for hours, so they considered a hazard to go on, and they decided to go back. Their idea was to stay one more day and one more night there, and attempt again tonight, eventually setting up C3 400m above, where they had seen some tents.
He phoned me again at 7am, with some details more on the last night and a little more clear ideas about a second attempt. The crucial fact is that, besides cold and snow, Julver felt very bed above a certain altitude, he had strong headache and cough and he couldn't go on anymore. They considered careful to go back and not to risk. He could have look after himself at C2 with somewhat pill and analgesic and, if the weather and the health had been better, they would have tried again in the night.
I talked with Adrian again at 12.30am: they decided to go up again tonight, without setting up C3 but going straight to the summit, to avoid to carry too much weight with themselves, then they would have gone back to C2 for one more night there (mandatorily the last one, to avoid unnecessary hazards: it's very dangerous to sleep at 7000m more than two nights). Julver felt better, even if I heard him caughing very much in the background...
The latest phone call at 6.30pm: they had just got up and in two hours they would have moved towards the top. The threatening clouds didn't promise anything good but - if the weather forecast was correct this time! - in the morning the sun should shine... After the ascent, they should go back to C2, sleep a night there, then go back to ABC, on Saturday afternoon.
Because China has closed the frontiers with Nepal, and because of the incoming winter, the mountaineers are leaving one by one the mountain, and few are still there to attempt the summit. Adrian and Julver could be among the last ones doing it in 2009!
I'm awaiting, excited and concerned about them, their call... I'm praying the "Turquoise goddess" (Cho Oyu means this) to be clement with our two mountaineers, at least tonight, and to let them realize their dream of a lifetime!
But, whatever altitude they reach, it will be a success for them! Go on, Adrian! Go on, Julver! This is the last effort, and Cho Oyu could be yours! We are with you!
02 ottobre 2009
...lunga notte in attesa di loro notizie...
Adrian ieri sera mi aveva promesso che mi avrebbe telefonato quando sarebbero arrivati in cima, o a qualunque altitudine, se si fossero fermati prima.
Sapevo che sarebbero partiti verso mezzanotte dal C2 (le nostre 20.15), e avevo ipotizzato 10-11 ore di scalata per raggiungere la sommità. Quando, alle 7 di mattina, ancora non avevo loro notizie, mi sono decisa a telefonare, sperando di prendere la comunicazione. E così è stato...
Mi ha risposto un Adrian molto affaticato, ma soprattutto, molto triste. Stavano scendendo dal C2 al C1, dopo una notte alquanto difficile. Erano partiti alle 23 dal C2, ed erano arrivati fino a circa 7800m, per poi dover rinunciare a causa delle condizioni atmosferiche. Nevicava fortissimo e non si vedeva a un palmo dal naso, perciò hanno dovuto rinunciare alla vetta, a poca distanza da essa... Adrian era molto abbattuto e sconsolato: dopo tanta fatica e dopo aver fatto tutto bene su questa montagna, senza accusare problemi fisici, veder sfumare la realizzazione del sogno per sola sfortuna è stata per lui una grossa delusione. Il massimo delle beffe: appena giunti al C2, ecco uscire di nuovo il sole e le nuvole dissiparsi per lasciare scoperta la cima... Ma davvero, non c'era modo di continuare stanotte!
Li ho lasciati rientrare al C1, quando ricominciava a nevicare, e da lì mi ha richiamato per raccontarmi con un po' più di calma cos'era successo. Le condizioni meteo erano davvero proibitive, ed era realmente un azzardo continuare senza vedere nulla, con tanta neve. Ed era ancora più irritante, dopo tanta fatica, vedere altri alpinisti con l'ossigeno salire come schegge, quando loro arrancavano per la stanchezza e l'aria sottile. Anche stanotte è stato saggio rientrare, per non rischiare inutilmente. Erano esausti, perciò sarebbero rimasti al C1 a riposare qualche ora. Al risveglio, avrebbero deciso se scendere fino al CBA o rimandare il tutto a domani.
Ho sentito nuovamente Adrian verso le 17.30: era già nel sacco a pelo, nel CBA. Alla fine, avevano deciso di scendere, portando con sè tutta l'attrezzatura e il materiale: un ultimo sforzo, per poter riposarsi bene a partire da stanotte. Erano entrambi molto stanchi, e portare 35-40kg a testa a valle, quando ormai era buio, con la neve, lungo quel sentiero di ghiaia e sassi, è stata la botta finale. Adrian fisicamente stava bene, nonostante la stanchezza, il raffreddore e il mal di schiena per il carico, e cominciava a farsi una ragione della rinuncia. Era comunque contento e soddisfatto di quanto fatto su questa montagna: arrivare dove non era mai arrivato prima, senza accusare l'altitudine, aver affrontato una scalata e una montagna così difficili, senza alcun ausilio se non la propria testa e il proprio fisico. E' stata dura come non mai, e il bilancio, in fin dei conti, è per lui assolutamente positivo. E' stato difficile prendere la decisione di tornare indietro a così poco dal traguardo, ma era mezzora che andavano avanti, pur sapendo che non sarebbero arrivati da nessuna parte, e quella era l'unica scelta da fare. Gran parte della scalata l'hanno fatta con una coppia di belgi, anche loro senza ossigeno, e si davano il cambio per aprire la traccia nella neve alta. Seguivano poi due giapponesi, con le maschere d'ossigeno, una guida e due sherpa, che stavano a distanza senza proporsi, approfittando dell'apertura creata dai quattro... I belgi sono stati i primi a cedere, poi, Julver e Adrian... mentre i giapponesi andavano avanti... Parlando con i ragazzi italiani che qualche giorno fa sono arrivati in cima (Merelli e Zaffaroni), hanno valutato di avere raggiunto i 7900m. Un po' di fortuna in più con "la meteo" (come dice Adrian) sarebbe bastata per raggiungere l'obiettivo.
Domani consegneranno la carta alle autorità per chiedere il trasferimento in Nepal: la chiusura delle frontiere sta aggravando di un po' di burocrazia anche il rientro. Gli ingressi in Tibet sono interdetti e la montagna si sta svuotando di alpinisti: tra C1 e C2 c'erano al massimo 5-6 tende. Se riusciranno, anticiperanno il rientro a Kathmandu e, non potendo anticipare il volo di rientro in Italia, ne approfitteranno per visitare un po' i dintorni della capitale nepalese.
Noi da qui vi aspettiamo ansiosi, per sentire raccontare dalle vostre voci questa incredibile avventura! Siamo orgogliosi di voi, sia per il risultato raggiunto (vetta o non vetta), sia per la vostra prudenza e senno, nel sapere riconoscere i rischi e rinunciare al proprio orgoglio di arrivare in cima!!! Anche in questo si riconosce un bravo alpinista. Congratulazioni ragazzi!
...it's been a long night, awaiting their news...
Yesterday evening, Adrian promised me he would have called me when they had arrived at the top, or at whatever altitude if they had stopped before.
I knew they would have moved at midnight from C2 (8.15pm in Italy), and I presumed they would have spent 10-11 hours to reach the summit. When, at 7 am, I hadn't their news yet, I called them, hoping to take the line. So it was...
Adrian answered me, he was very tired, and very sad. They were going back to C1, after a very hard night. They left C2 at about 11pm, and they reached about 7800m asl, but they had to give up because of the unfavourable weather. It was snowing a lot, and they couldn't see further than their nose. So they had to hold back, not far from the summit... Adrian was very dejected and wretched: after so much effort, after having done everything well on this mountain, without any physical disease, it was a great delusion to give up his dream, only because of misfortune. The maximum practical joke: when they got back to C2, the sun began to shine and the cloud vanished and left the summit clean... But, for sure, tonight there was no way to go ahead!
I let them go back to C1, when it started snowing again, and, from there, Adrian called me again to tell me what happened more calmly. The weather was really prohibitive, and it was a true hazar to go on without seeing anything, with so much snow. And it was more irritating, after so much effort, to see other "mountaineers" with oxygen masks go up as fast as bullets, when they were trudging because of the tiredness and the thin air. It was wise to give up tonight, too, not to risk uselessly. They were exhausted, so they would stay and rest in C1 for some hours, then they would decide whether going down to C1 or postponing to tomorrow.
I heard Adrian once again at 5.30pm: he was already in his sleeping bag, in ABC. In the end, they decided to go back downhill, carrying with themselves all the equipment: the last effort, to rest well as from tonight. They both were very tired, and carrying all that weight (35-40kg each) downhill, under a snowfall, when it was dark, through that path of rocks and gravel, had been the definitive blow. Adrian felt well, physically, in spite of the tiredness, the cold and the backache, and he was beginning to resign himself to the giving up. Anyway, he was happy and satisfied of what he has done on this mountain: to get where he never went before, without suffering the altitude, to face with a so hard climb and with this mountain, without any aid but his head and his physical. It has been hard as it had never been before, and the assessment for him has been absolutely positive. It has been difficult to take the decision to go back, when they were so near to the goal, but they had been going on for more than half an hour even if they knew they were going nowhere: they had no choice. They made most of the climb with a couple of Belgian, they were without oxygen mask, too, and they took turns in opening the track. Two Japanese, with a guide, two sherpas and with oxygen, were following at a distance, without putting themselves in, taking advantage of the four who were labouring ahead. The Belgian gave up first, Adrian and Julver later... while the Japanese were going on... Talking with the Italian who had reached the top some days ago (Merelli and Zaffaroni), they estimate they had reached 7900m asl. If they had had a little bit of fortune more with the weather, they would have reached the target.
Tomorrow they are consigning the authorities the paper for the transfer to Nepal: the frontiers are closed and they need some burocracy more to go back. The admittances in Tibet are prohibited, and the mountain is emptying: between C1 and C2, there were only 5-6 tents. If they can, they'll anticipate the return to Kathmandu.
Here, we are longing to hear you telling your unbelievable adventure with your own voice! We are proud of you, both for your result (summit or not) and for your good sense to recognize the risk and to set your pride aside when it became dangerous. This distinguishes a good mountaineer, too! Congratulations, guys!
26 settembre 2009
Considerate le condizioni metereologiche avverse previste per tutta settimana prossima, a partire da lunedì sera, forse Adrian e Julver decideranno di cominciare a salire da stanotte, per tentare la vetta prima che arrivi la perturbazione.
Domani sera vi aggiornerò sulla loro decisione.
In bocca al lupo ragazzi! FORZA!
27 settembre 2009
Adrian e Julver sono ancora al campo base avanzato. Se le condizioni metereologiche lo permetteranno, cominceranno a salire da martedì prossimo.
28 settembre 2009
Adrian e Julver sarebbero dovuti salire al C1 stamattina, ed anticipare così di un giorno l'ascesa, sfruttando al meglio la breve finestra di tempo con meteo più o meno favorevole (da oggi a venerdì mattina).
Purtroppo Julver non era in forma, perciò, se si riprende per tempo, dovrebbero cominciare la scalata domani mattina presto e arrivare al C1 nel primo pomeriggio, mercoledì mattina salire al C2, riposare qualche ora e poi nella notte tra mercoledì e giovedì tentare la cima, per poi rientrare al CBA.
29 settembre
Ci siamo!
Stamattina Adrian e Julver hanno lasciato il CBA per il loro primo (forse unico?) tentativo alla vetta del Cho Oyu. Infatti, da domani, ci sarà qualche giorno di tempo incerto, con nevicate più o meno intense e brevi ma provvidenziali schiarite, ma da venerdì sera le nevicate si faranno sempre più intense e non cesseranno almeno fino a martedì 6. Tenendo conto che giovedì 8 dovranno necessariamente farsi trovare al campo base per il rientro a Tingri, se le previsioni si rivelassero azzeccate, potrebbe veramente non esserci più tempo per un secondo tentativo... Insomma, o la va o la spacca!
Adrian e Julver sono partiti stamattina dal CBA (5600m slm) alle 9 am con il bel tempo, per arrivare in soltanto 4 ore e mezza al C1 (6420m slm), quando il tempo stava già cambiando. Hanno ritrovato la loro tenda quasi completamente sommersa dalla neve, e hanno dovuto spalare parecchio per poterla liberare.
Dopo essersi rifocillati con un po' di zuppa calda, sono subito andati a dormire per riposarsi per la salita al C2 (7205m slm), in programma domani mattina. Nel tardo pomeriggio, al C1 già nevicava parecchio... speriamo nella clemenza del tempo almeno per le prossime 48 ore.
Mucha suerte!!!
Here we are!
This morning, Adrian and Julver left CBA for their first (maybe the only one) attempt to the summit of the Cho Oyu.
In fact, as from tomorow, there will be some days of incertain weather, with more or less intense snowfalls and short but timely clearingups, but as from Friday evening the snowfalls are getting more and more intense and they will not stop until Tuesday 6th. Considering that Adrian and Julver must be at CB on Thursday 8th, for the drive to Tingri, if the forecast was correct, there could be no more time for a second attempt... that is, it's all or nothing!
Adrian and Julver set out from CBA (5600m asl) at 9 am with nice weather, and they arrived to C1 (6420m asl) only after 4hours and a half, when the weather was already getting worse. They found their tent overwhelmed by the snow, and they had to shovel pretty much to set it free.
They refreshed theirselves with a warm soup and they immediately went to bed to rest for the ascent to C2 (7205m asl), planned for tomorrow morning. In the late afternoon, at C1 it was snowing a lot... we hope in the clemency of the weather for the next 48 hours!
Mucha suerte!!!
30 settembre 2009
Queste sono le ore decisive! Siamo nel vivo della scalata!
Purtroppo non ho molte notizie, ma vi riferisco quel poco (fondamentale) che so.
Adrian e Julver sono arrivati al C2 (7205m slm) nel pomeriggio, dopo circa 6 ore di scalata.
Erano molto stanchi, il percorso è stato difficoltoso a causa della tanta neve accumulata in questi giorni, ma stavano bene.
Si stavano preparando qualcosa da mangiare e poi sarebbero andati in tenda a riposarsi, in vista di stanotte.
Pensavano infatti di partire verso le undici-mezzanotte (in questi istanti praticamente) per tentare la vetta (8201 m slm).
Domani dovrebbero riposare nuovamente al C2 per poi ridiscendere al CBA venerdì.
Vi terrò aggiornati!
FORZA RAGAZZI!
Aggiornamento delle 20.40.
Messaggio da Adrian "Partiamo tra 20 minuti."
IN BOCCA AL LUPO!!!
These are the crucial hours!
Unfortunately, I haven't many news, but I'm telling that little (fundamental) I know.
Adrian and Julver arrived at C2 (7205m alm) in the afternoon, after 6 hours of climb.
They were very tired, the way had been hard because of the snow fallen these days, but they were well.
They were cooking, then they would have gone in the tent to rest, in view of tonight.
In fact, they thought to leave at about 11-12 pm (pratically, now) to attempt the summit (8201m asl).
Tomorrow they should sleep in C2 and friday they'd go back to ABC.
I'll keep you informed!
COME ON, GUYS!
Updating at 8.40 pm.
Message from Adrian: "We are moving in 20 minutes."
BREAK A LEG!!!
01 ottobre 2009
La tensione e l'adrenalina crescono! Siamo nel mezzo del secondo, decisivo, definitivo attacco alla vetta!
Ma prima vi faccio un resoconto delle ultime, concitate 24 ore.
Ci siamo lasciati ieri sera con l'ultimo sms di Adrian, in cui diceva che stavano per partire.
Fino alle 4 di stamattina, nessuna notizia, finché mi è arrivato un altro sms: "Niente cima, siamo arrivati a 7500m ma sotto neve e freddo terribili, stiamo valutando di attaccare questa sera se la meteo vuole."
Dopo poco, ci siamo sentiti anche per telefono: erano appena rientrati al C2; dopo 4 ore di salita, il freddo si era fatto insopportabile, non sentivano più mani nè piedi e da ore nevicava molto forte, perciò avevano reputato fosse inutile rischiare per questa notte e avevano deciso di tornare indietro. La loro idea era quella di prolungare di un giorno e di una notte la loro permanenza al C2 per tentare di nuovo l'indomani, eventualmente montando nel pomeriggio anche il C3 circa 400m più in alto, dove avevano visto altre tende.
Ho sentito nuovamente Adrian stamattina alle 7, con qualche dettaglio in più sulla notte e le idee un po' più chiare riguardo un secondo tentativo. Il fatto cruciale è che, oltre alla neve e al freddo, Julver, forse ancora debilitato dai malesseri dei giorni scorsi, ha cominciato a una certa quota ad accusare un forte mal di testa e ad avere tanta tosse da impedirgli di salire ulteriormente. Hanno perciò reputato prudente tornare indietro per non correre inutili rischi. Al C2 avrebbe potuto curarsi con qualche pastiglia e antidolorifico, e, in caso di miglioramenti sia del meteo che delle condizioni fisiche, avrebbero potuto riprovare la notte stessa.
Ulteriore telefonata verso le 12.30: i due avevano deciso di riprovare a salire a mezzanotte, senza montare C3 ma puntando direttamente alla vetta per evitare di portare troppo peso con sè, quindi tornare al C2 per un'ulteriore notte (obbligatoriamente l'ultima, per non incorrere in inutili rischi: dormire a quella quota non fa affatto bene, ed è sconsigliabile farlo per oltre due, massimo tre, notti). Julver stava molto meglio, a detta di Adrian, anche se io lo sentivo tossire forte in sottofondo...
Infine, ultima telefonata verso le 18.30: si erano appena "svegliati" e nel giro di due ore, il tempo di preparare l'attrezzatura, sarebbero partiti nuovamente verso la cima. Le nuvole minacciose non promettevano nulla di buono, ma -se solo le previsioni meteo stavolta ci azzeccassero!- verso mattina dovrebbe uscire il sole... Dopo la scalata, il ritorno al C2, una notte di riposo lì, poi il rientro al CBA entro sabato. A causa della chiusura delle frontiere da parte della Cina, e dell'avvicinarsi dell'inverno, gli alpinisti mano a mano stanno lasciando la montagna e ormai in pochi sono rimasti a tentare la vetta. Adrian e Julver potrebbero essere tra gli ultimi del 2009 a farlo.
Rimango in febbrile (e agitata!) attesa di una loro telefonata... prego la "Dea Turchese" (questo vuol dire Cho Oyu) di essere clemente con i nostri due alpinisti, almeno questa notte, e di permettere loro di coronare il sogno di una vita.
Ma, a qualunque quota arriveranno, per loro sarà comunque un successo! Forza Adrian, forza Julver! L'ultimo sforzo, e il Cho Oyu potrebbe essere vostro! Siamo con voi!
Tension and adrenaline are rising! We are in the middle of the second, decisive, definitive assault to the summit!
But before I'm doing a brief report of the last, agitated 24 hours.
We had left yesterday night with Adrian's last sms, where he said they were moving.
Until 4am, I had no news, when another sms arrived: "No summit. We arrived at 7500m but under terrible snow and cold, we are thinking to try again tonight, if the weather wants."
A short time later, I heard him by phone: they had just got back to C2; after 4 hours of ascent, the cold became unbearable, they felt their hands and feet no more, and it has been snowing very much for hours, so they considered a hazard to go on, and they decided to go back. Their idea was to stay one more day and one more night there, and attempt again tonight, eventually setting up C3 400m above, where they had seen some tents.
He phoned me again at 7am, with some details more on the last night and a little more clear ideas about a second attempt. The crucial fact is that, besides cold and snow, Julver felt very bed above a certain altitude, he had strong headache and cough and he couldn't go on anymore. They considered careful to go back and not to risk. He could have look after himself at C2 with somewhat pill and analgesic and, if the weather and the health had been better, they would have tried again in the night.
I talked with Adrian again at 12.30am: they decided to go up again tonight, without setting up C3 but going straight to the summit, to avoid to carry too much weight with themselves, then they would have gone back to C2 for one more night there (mandatorily the last one, to avoid unnecessary hazards: it's very dangerous to sleep at 7000m more than two nights). Julver felt better, even if I heard him caughing very much in the background...
The latest phone call at 6.30pm: they had just got up and in two hours they would have moved towards the top. The threatening clouds didn't promise anything good but - if the weather forecast was correct this time! - in the morning the sun should shine... After the ascent, they should go back to C2, sleep a night there, then go back to ABC, on Saturday afternoon.
Because China has closed the frontiers with Nepal, and because of the incoming winter, the mountaineers are leaving one by one the mountain, and few are still there to attempt the summit. Adrian and Julver could be among the last ones doing it in 2009!
I'm awaiting, excited and concerned about them, their call... I'm praying the "Turquoise goddess" (Cho Oyu means this) to be clement with our two mountaineers, at least tonight, and to let them realize their dream of a lifetime!
But, whatever altitude they reach, it will be a success for them! Go on, Adrian! Go on, Julver! This is the last effort, and Cho Oyu could be yours! We are with you!
02 ottobre 2009
...lunga notte in attesa di loro notizie...
Adrian ieri sera mi aveva promesso che mi avrebbe telefonato quando sarebbero arrivati in cima, o a qualunque altitudine, se si fossero fermati prima.
Sapevo che sarebbero partiti verso mezzanotte dal C2 (le nostre 20.15), e avevo ipotizzato 10-11 ore di scalata per raggiungere la sommità. Quando, alle 7 di mattina, ancora non avevo loro notizie, mi sono decisa a telefonare, sperando di prendere la comunicazione. E così è stato...
Mi ha risposto un Adrian molto affaticato, ma soprattutto, molto triste. Stavano scendendo dal C2 al C1, dopo una notte alquanto difficile. Erano partiti alle 23 dal C2, ed erano arrivati fino a circa 7800m, per poi dover rinunciare a causa delle condizioni atmosferiche. Nevicava fortissimo e non si vedeva a un palmo dal naso, perciò hanno dovuto rinunciare alla vetta, a poca distanza da essa... Adrian era molto abbattuto e sconsolato: dopo tanta fatica e dopo aver fatto tutto bene su questa montagna, senza accusare problemi fisici, veder sfumare la realizzazione del sogno per sola sfortuna è stata per lui una grossa delusione. Il massimo delle beffe: appena giunti al C2, ecco uscire di nuovo il sole e le nuvole dissiparsi per lasciare scoperta la cima... Ma davvero, non c'era modo di continuare stanotte!
Li ho lasciati rientrare al C1, quando ricominciava a nevicare, e da lì mi ha richiamato per raccontarmi con un po' più di calma cos'era successo. Le condizioni meteo erano davvero proibitive, ed era realmente un azzardo continuare senza vedere nulla, con tanta neve. Ed era ancora più irritante, dopo tanta fatica, vedere altri alpinisti con l'ossigeno salire come schegge, quando loro arrancavano per la stanchezza e l'aria sottile. Anche stanotte è stato saggio rientrare, per non rischiare inutilmente. Erano esausti, perciò sarebbero rimasti al C1 a riposare qualche ora. Al risveglio, avrebbero deciso se scendere fino al CBA o rimandare il tutto a domani.
Ho sentito nuovamente Adrian verso le 17.30: era già nel sacco a pelo, nel CBA. Alla fine, avevano deciso di scendere, portando con sè tutta l'attrezzatura e il materiale: un ultimo sforzo, per poter riposarsi bene a partire da stanotte. Erano entrambi molto stanchi, e portare 35-40kg a testa a valle, quando ormai era buio, con la neve, lungo quel sentiero di ghiaia e sassi, è stata la botta finale. Adrian fisicamente stava bene, nonostante la stanchezza, il raffreddore e il mal di schiena per il carico, e cominciava a farsi una ragione della rinuncia. Era comunque contento e soddisfatto di quanto fatto su questa montagna: arrivare dove non era mai arrivato prima, senza accusare l'altitudine, aver affrontato una scalata e una montagna così difficili, senza alcun ausilio se non la propria testa e il proprio fisico. E' stata dura come non mai, e il bilancio, in fin dei conti, è per lui assolutamente positivo. E' stato difficile prendere la decisione di tornare indietro a così poco dal traguardo, ma era mezzora che andavano avanti, pur sapendo che non sarebbero arrivati da nessuna parte, e quella era l'unica scelta da fare. Gran parte della scalata l'hanno fatta con una coppia di belgi, anche loro senza ossigeno, e si davano il cambio per aprire la traccia nella neve alta. Seguivano poi due giapponesi, con le maschere d'ossigeno, una guida e due sherpa, che stavano a distanza senza proporsi, approfittando dell'apertura creata dai quattro... I belgi sono stati i primi a cedere, poi, Julver e Adrian... mentre i giapponesi andavano avanti... Parlando con i ragazzi italiani che qualche giorno fa sono arrivati in cima (Merelli e Zaffaroni), hanno valutato di avere raggiunto i 7900m. Un po' di fortuna in più con "la meteo" (come dice Adrian) sarebbe bastata per raggiungere l'obiettivo.
Domani consegneranno la carta alle autorità per chiedere il trasferimento in Nepal: la chiusura delle frontiere sta aggravando di un po' di burocrazia anche il rientro. Gli ingressi in Tibet sono interdetti e la montagna si sta svuotando di alpinisti: tra C1 e C2 c'erano al massimo 5-6 tende. Se riusciranno, anticiperanno il rientro a Kathmandu e, non potendo anticipare il volo di rientro in Italia, ne approfitteranno per visitare un po' i dintorni della capitale nepalese.
Noi da qui vi aspettiamo ansiosi, per sentire raccontare dalle vostre voci questa incredibile avventura! Siamo orgogliosi di voi, sia per il risultato raggiunto (vetta o non vetta), sia per la vostra prudenza e senno, nel sapere riconoscere i rischi e rinunciare al proprio orgoglio di arrivare in cima!!! Anche in questo si riconosce un bravo alpinista. Congratulazioni ragazzi!
...it's been a long night, awaiting their news...
Yesterday evening, Adrian promised me he would have called me when they had arrived at the top, or at whatever altitude if they had stopped before.
I knew they would have moved at midnight from C2 (8.15pm in Italy), and I presumed they would have spent 10-11 hours to reach the summit. When, at 7 am, I hadn't their news yet, I called them, hoping to take the line. So it was...
Adrian answered me, he was very tired, and very sad. They were going back to C1, after a very hard night. They left C2 at about 11pm, and they reached about 7800m asl, but they had to give up because of the unfavourable weather. It was snowing a lot, and they couldn't see further than their nose. So they had to hold back, not far from the summit... Adrian was very dejected and wretched: after so much effort, after having done everything well on this mountain, without any physical disease, it was a great delusion to give up his dream, only because of misfortune. The maximum practical joke: when they got back to C2, the sun began to shine and the cloud vanished and left the summit clean... But, for sure, tonight there was no way to go ahead!
I let them go back to C1, when it started snowing again, and, from there, Adrian called me again to tell me what happened more calmly. The weather was really prohibitive, and it was a true hazar to go on without seeing anything, with so much snow. And it was more irritating, after so much effort, to see other "mountaineers" with oxygen masks go up as fast as bullets, when they were trudging because of the tiredness and the thin air. It was wise to give up tonight, too, not to risk uselessly. They were exhausted, so they would stay and rest in C1 for some hours, then they would decide whether going down to C1 or postponing to tomorrow.
I heard Adrian once again at 5.30pm: he was already in his sleeping bag, in ABC. In the end, they decided to go back downhill, carrying with themselves all the equipment: the last effort, to rest well as from tonight. They both were very tired, and carrying all that weight (35-40kg each) downhill, under a snowfall, when it was dark, through that path of rocks and gravel, had been the definitive blow. Adrian felt well, physically, in spite of the tiredness, the cold and the backache, and he was beginning to resign himself to the giving up. Anyway, he was happy and satisfied of what he has done on this mountain: to get where he never went before, without suffering the altitude, to face with a so hard climb and with this mountain, without any aid but his head and his physical. It has been hard as it had never been before, and the assessment for him has been absolutely positive. It has been difficult to take the decision to go back, when they were so near to the goal, but they had been going on for more than half an hour even if they knew they were going nowhere: they had no choice. They made most of the climb with a couple of Belgian, they were without oxygen mask, too, and they took turns in opening the track. Two Japanese, with a guide, two sherpas and with oxygen, were following at a distance, without putting themselves in, taking advantage of the four who were labouring ahead. The Belgian gave up first, Adrian and Julver later... while the Japanese were going on... Talking with the Italian who had reached the top some days ago (Merelli and Zaffaroni), they estimate they had reached 7900m asl. If they had had a little bit of fortune more with the weather, they would have reached the target.
Tomorrow they are consigning the authorities the paper for the transfer to Nepal: the frontiers are closed and they need some burocracy more to go back. The admittances in Tibet are prohibited, and the mountain is emptying: between C1 and C2, there were only 5-6 tents. If they can, they'll anticipate the return to Kathmandu.
Here, we are longing to hear you telling your unbelievable adventure with your own voice! We are proud of you, both for your result (summit or not) and for your good sense to recognize the risk and to set your pride aside when it became dangerous. This distinguishes a good mountaineer, too! Congratulations, guys!
Ubicazione:
Cho Oyu, Shigatse, Nepal
ARCHIVIO: Cho Oyu 2009 (terza parte)
MONTAGGIO CAMPI
19 settembre 2009
Ho appena ricevuto notizie da Adrian, da poco rientrato, stanchissimo, al campo base avanzato.
Stamattina alle ore 8.15 locali, è partito insieme agli italiani, alla volta del C1, portando con se' una tenda, corde, moschettoni e attrezzatura varia, combustibile e un po' di alimenti, per un totale di circa 22kg di carico.
Dopo tre ore di ca
mmino difficoltoso sulle morene glaciali (ghiaia e sassi), altre tre ore di salita molto ripida su ghiaia e sabbia: ogni passo avanti, tornava indietro di mezzo... aggiungeteci il carico e l'altitudine e immaginate la fatica!
Verso le 14.15, finalmente Adrian è giunto al C1 (6405m), ma troppo stanco per montare rapidamente la tenda: si stava avvicinando brutto tempo e il gruppo di italiani dopo mezzora si stava già volgendo sulla via del ritorno. Adrian perciò ha lasciato tutto nella loro tenda ed è sceso insieme a loro.
Alle 18.40, ha fatto ritorno al campo base avanzato, senza nemmeno aver mangiato e soltanto bevuto un paio di litri di acqua e cocacola, con una lieve distorsione alla caviglia e con tanta stanchezza sulle spalle.
Nemmeno la soddisfazione di farsi una doccia, perchè la "shower-tent" non era ancora stata armata...
Ora riposerà due giorni al CBA, martedì prevede di salire con Julver di nuovo al C1, passare una notte lì, poi mercoledì salire a montare il C2 a 7200m e ridiscendere in giornata al CBA.
I tentativi alla cima del Cho Oyu sono previsti per la settimana a seguire (più o meno dal 2 al 7 ottobre). Devono ancora decidere se montare anche il C3, oppure tentare direttamente la cima partendo dal C2.
This morning, at 8.15am, Adrian has left ABC for C1, together with the Italians, carrying a tent, the climbing ropes, snap hooks and other equipment, fuel and food, for about 22kg overall.
After 3 hours of hard trekking on glacial morains, he spent three hours more climbing up on gravel and sand: every step on was a half step back... considering the weight on his shoulders and the altitude, you can only imagine what hard work was it!
At about 2.15 pm, Adrian arrived at C1 (6400m), but he was too tired to set up his tent, so he left all the equipment in the tent of the Italians and after half an hour he was on his way back with them.
At 6.40 pm he was back in the ABC, without eating anything, only drinking two liters of water and coke, with a light sprain on his ankle and so much weariness.
Neither the satisfaction of a good shower, because the shower-tent wasn't set up yet...
Now he is going to rest in the ABC two days, on Tuesday he may go up to the C1 again with Julver, spend a night there, so on Wednesday go up to C2 and set up the tent at 7200m, then go down to ABC.
They may attempt the summit of Cho Oyu next week (approximatively between 2nd and 7th October). They still have to decide if setting up C3 too, or attempting the summit from C2 directly.
20 settembre 2009
Giornata di riposo al campo base avanzato per recuperare le energie spese ieri.
Alla mattina, Adrian e Julver hanno ricevuto la "puja", ossia la preghiera di benedizione degli sherpa.
Dopo aver allestito un piccolo altare fatto di rocce e appeso le tradizionali bandierine con le preghiere tibetane, gli sherpa hanno iniziato la loro particolare cerimonia, durata poi oltre un'ora e mezza. Ciascun alpinista ha portato con se' un oggetto che porterà nella scalata: Adrian ha presentato la sua piccozza. Dalle parole di Adrian, sembra sia stata una celebrazione molto suggestiva ed emozionante.
Tutta la giornata si è protratta tra la tenda, la mensa e il bagno...
Due pasti abbondanti e uno spuntino (pizza con cipolle e tonno a pranzo, un panino con salame e formaggio come spuntino, pollo pasta e patate per cena) hanno contribuito a ridare un po' di forze al nostro alpinista, ancora provato da ieri.
Julver non è ancora in forma: ha ancora febbre e problemi di gola e intestinali. Speriamo che un altro giorno di riposo possa servirgli a rimettersi in sesto, altrimenti martedì Adrian comunque salirà di nuovo al C1, dormirà lì e poi andrà a montare C2 il giorno seguente, per passare una notte lì e ridiscendere al CBA, eventualmente in compagnia degli italiani.
Verso le 19, al CBA ha cominciato a nevicare. Al momento di ritirarsi per dormire, due ore dopo, ancora nevicava... non una buona notizia, sapendo che la traccia oltre il C1 era già tanto carica di neve da impedire a chiunque di salire... Speriamo tutti nella clemenza del tempo!!
Resting day in ABC, to recover his own strenght.
In the morning, Adrian and Julver received the "puja", that is the sherpa blessing prayer. After setting up an altar made from rocks and hanging up their traditional prayer flags, the sherpas began their particular cerimony, which lasted more than an hour and a half. Every mountaineer brought an object, that he is going to carry with himself in the climb. Adrian handed his axe. He says it was a very suggesting and touching cerimony.
He spent all the day among the tent, the refectory and the toilet...
Two rich meals and a snack (pizza with onion and tuna for lunch, a sandwich with salami and cheese as snack, chicken pasta and potatoes for dinner) helped him in recovering part of his strenght.
Julver is not ok yet: he still has temperature, a sore throath and intestinal diseases. We hope that one more resting day will help him getting back to his feet again. Anyway, on Tuesday Adrian is going to C1 again, he is going to sleep there, on Wednesday he is going to set up C2 and to spend a night there, than going back to ABC on Thursday, everything eventually with the Italians.
At 7 pm, it began to snow in ABC. After two hours, when he went to sleep, it was still snowing... it's not a good news, since the track from C1 up was already laden with snow and noboby could go on... Let's hope in the clemency of the weather!
21 settembre 2009
Nonostante la neve che continua a scendere da ieri e che è prevista anche per le prossime 24 ore, domani Adrian e Julver, finalmente ristabilitosi, saliranno al C1. Domani sera dormiranno lì e, se tutto va bene, dopodomani saliranno a montare il C2 per poi ridiscendere al CBA.
In spite of the snow which has been falling since yesterday and which is forecast for the next 24 hours too, tomorrow Adrian and Julver, at last recovered, are going up to C1. Tomorrow night they are going to sleep there and, if everything is alright, the day after tomorrow they will go and set up C2, then they will go back to ABC.
22 settembre 2009
Oggi è stato molto difficile comunicare. Questo è quel poco che sono riuscita a capire tra i disturbi e le cadute della linea telefonica.
Adrian e Julver sono partiti stamattina dal campo base avanzato alle 9.15, con un bel sole che ha sciolto la neve caduta durante la notte. Adrian portava con se' 24kg, Julver circa 35kg, ma essendosi riposato i giorni scorsi era molto più fresco, perciò dopo poco ha distanziato Adrian, ancora stanco dalla salita dell'altro giorno.
Dopo circa 7 ore di dura salita, sotto la minaccia di una nuova nevicata, Adrian è arrivato al C1 a 6405m, un'ora dopo il gruppo degli italiani (che avevano già montato il C1 giorni fa e che erano partiti dal CBA un po' prima, gli unici oltre a loro a salire senza sherpa e senza ossigeno) e mezzora dopo Julver. Il montaggio della tenda è stato difficoltoso, a causa della stanchezza, del freddo e della tormenta di neve che dopo poco il loro arrivo si è scatenata.
Alle 17.45, esausti, erano pronti per andare a dormire, nella loro tenda a -5°C, dopo aver cucinato e mangiato una zuppa calda per scaldarsi.
Domani a metà mattina, tempo permettendo, partiranno per montare il C2 a circa 7200m.
IN BOCCA AL LUPO!!!
Today it has been very hard to communicate. This is what little I have understood among the noise and the drops of the line.
Adrian and Julver left this morning from ABC at 9.15am, with a shining sun that melted the snow which fell during the night. Adrian was carrying 24kg with himself, Julver about 35kg, but he was fresher than Adri was, so he distanced him soon.
After 7 hours of hard trekking, Adrian got to C1, an hour after the Italians (who had set up C1 some days ago and had left ABC earlier, the only ones, besides them, who are going up without sherpas nor oxygen mask) and half an hour after Julver. The setting up of the tent was very hard, because of the tiredness, the cold and the snowstorm that rised a short time after their arrival.
At 5.45 pm, exhausted, they were going to sleep, after cooking and eating a warm soup to warm themselves.
Tomorrow morning, if the weather permits, they will go and set up C2 at about 7200m.
BREAK A LEG!!!
23 settembre 2009
Che giornata!
E' difficile spiegare l'apprensione per oggi... e il sollievo a sentirli arrivati e sistemati!
D'altronde è la prima volta che entrambi superano di così tanto i 7000 e vi si fermano a dormire... Congratulazioni ragazzi!
Purtroppo so molto poco della loro salita, sempre a causa delle comunicazioni difficoltose e del poco fiato a disposizione per parlare!
Sono partiti stamattina -presumo- verso le 10.30 ora locale. Quando sono riuscita a contattarli alle 8 italiane infatti (le 11.45 tibetane), erano partiti da circa un'ora: Adrian era già molto affaticato, avevano coperto un dislivello di soli 100m e ne mancavano altri 700!
Non so molto del percorso, a parte che era tutto su neve e ghiaccio, con alcune pareti quasi impossibili (mi ha parlato di una verticale di oltre 100m!), superabili solo grazie alle corde fisse messe alcuni giorni fa da degli sherpa... e alla loro resistenza!
Alle 15.45 tibetane, erano a circa 7000m, mancavano altri 200m di dislivello ma il peggio era passato, anche se prevedevano altre 2 ore di cammino.
Sono riuscita finalmente a sentirli ancora soltanto 4 ore dopo (le 19.30 locali). Devo ammettere di avere sofferto abbastanza l'attesa! Erano in tenda, nel loro sacco a pelo, molto molto stanchi ma contenti di essere riusciti nell'impresa, faceva molto freddo ma fortunatamente non nevicava. Entrambi avevano un modesto mal di testa per l'altitudine.
Ora a loro il meritato riposo... domani si torna al campo base avanzato.
Bravi ragazzi, siete forti!
Ma come è dura essere la fidanzata di un alpinista (sono esausta anche io, credetemi!)!!!
It's hard to explain the concern for today... and the relief when I heard they were arrived and everything was ok!
On the other hand, this is the first time that they both go far beyond the 7000m and stop to sleep up there... Congratulations, guys!
Unfortunately, I know very little about their ascent, because of the difficult comunication and the little breath they had to spend in speaking!
They left C1 this morning -I think- at about 10.30 am (local time). When I succeeded in contacting them at 8 am (11.45 am Tibetan time), they had been walking for a hour: Adrian was already very tired, they had covered 100m in height and 700m were still missing!
I don't know very much about the itinerary: it was all on snow and ice, with some impossible walls (he told me about a vertical one, high more than 100m!), that they overcame thanks to some fix ropes... and to their endurance!
At their 3.45 pm (Tibetan time), they were at 7000m, 200m more were missing but the hardest part was over, even if they foresaw two hours more of walk.
Finally, I could speak with them again only 4 hours later (19.30 in Tibet). I must admit I have suffered the waiting pretty much! They were in the tent, in their sleeping bag, they were very very tired but happy to have succeeded in the exploit, it was very cold but it wasn't snowing.
They both were suffering a modest headache because of the altitude.
Now they are resting... tomorrow they are going back to ABC.
Well done boys, you're so good!
How hard it is to be the girlfriend of a mountaineer (I am exhausted, too, believe it!)!!!
24 settembre 2009
La notte appena trascorsa è stata la loro prima notte in assoluto a quote così elevate e nemmeno loro sapevano come l'avrebbero passata.
Non è stata una notte del tutto tranquilla, a causa del freddo, del mal di testa provocato dall'altitudine e dei continui risvegli, ma in fin dei conti non è andata così male ed esserne usciti senza grossi problemi è già un successo e una conferma che, sì, ce la possono fare!
Altri che hanno dormito al C2 si sono sentiti molto male e hanno desistito definitivamente dal raggiungere la vetta.
Adrian e Julver hanno lasciato i 7205m del C2 in mattinata, ripercorrendo il cammino di ieri a ritroso il più velocemente possibile, in quanto sulle loro teste incombeva un brutto temporale. Al C2, Adrian e Julver hanno lasciato una tenda e i sacchi a pelo, in previsione del loro ritorno settimana prossima. Al C1 hanno ritrovato la loro tenda in una posizione scomoda, lambita dalle acque di scioglimento dei ghiacci, perciò l'hanno smontata e rimontata su un balcone di roccia insieme ad altre tende, in una posizione un po' esposta ai venti (speriamo la ritrovino!) ma panoramica... pure esigenti questi alpinisti! Qui, hanno lasciato gli scarponi e altro materiale che non servirà loro per tornare qui.
E poi via, giù al CBA, attraverso quel brutto "sentiero" sulle morene che Adrian detesta tanto, che ha già percorso 4 volte e che almeno altre 2 dovrà rifare se vuole arrivare in cima! Poco prima di arrivare al CBA, ha iniziato a nevicare, e quando li ho sentiti stasera, fuori dalla loro tenda imperversava una bella tormenta.
Nei prossimi giorni dovrebbe continuare a fare brutto tempo, nessuno sa quando passerà questa perturbazione. In ogni modo, Adrian e Julver riposeranno al CBA per quattro o cinque giorni, per recuperare energie, peso, sonno, idratazione, almeno parte di quanto hanno perso in questi tre giorni, in vista della grande impresa. Si spera che nel frattempo queste nuvole passino... e che qualcun altro prima di loro apra la traccia...
Adrian è rimasto molto impietosito dalla visione di sherpa minuti, carichi come muli, che per 15 euro al giorno trasportano oltre 30kg di roba dal CBA ai campi superiori, mentre i loro "clienti" salgono leggeri come degli scolari in gita d'istruzione, magari con le maschere d'ossigeno... Questo è il nuovo alpinismo!!!...???
I nostri "eroi" hanno tutta un'altra visione della montagna: è una sfida con loro stessi, mettono alla prova le proprie capacità, hanno in mente la vetta ma ovunque arriveranno per loro sarà comunque un successo. Personalmente, sono d'accordo con loro, e sono molto fiera e orgogliosa di quello che stanno facendo e di come la pensano. Voi no?
Forza ragazzi, siamo tutti con voi!!!
The last night was their first night at such an altitude, and they didn't know how they would have spent it.
They couldn't sleep very well because of the cold, the headache and the frequent awakenings, but it hasn't been so bad: they hadn't any big problem, and this is a success and a confirmation that, yes, they can!
Adrian and Julver left C2 in the morning and they walked downhill as fast as possible, since a big storm was hanging over their heads. In the C2, they left a tent and their sleeping bags.
At the C1, they found their tent in a bad position so they moved it on a balcony, with a panoramic view... how choosy these two mountaineers are!
Then quick! down to ABC, along that "path" on morains that Adrian hates, that he has already walked along four times and that he has to walk along twice again, if he wants to reach the top!
Before reaching ABC, it started snowing, and tonight still was. Next days, it should go on snowing, nobody knows when it should stop. Anyway, Adrian and Julver are going to rest in ABC for 4-5 days, to recover energy, sleep, weight, idratation, at least a part of how much they have lost these three days. We hope that in the meantime these clouds are passing over... and that someone else is opening up the track!
Adrian was moved to pity by the little sherpas, overloaded, who, for 15€ a day, carry more than 30kg from CBA to the superior camps, while their "customers" are going up, light as a student in a school outing, maybe with oxigen masks too... This is the new mountaineering!!!...???
Our "heroes" have a totally different vision of the mountain: this is a challenge with themselves, they are putting themselves through the hoops, they have the summit in their head but, wherever they'll arrive, this will be a success! Personally, I agree with them, I'm really proud of them, of what they are doing and what they think! Don't you?
Come on, guys! We all are with you!!!
25 settembre 2009
Giornata di riposo al CBA, dopo le fatiche dei giorni scorsi.
Oggi ha nevicato forte tutto il giorno, tanto che alcuni alpinisti sono stati soccorsi tra il C1 e il C2, bloccati dalla neve.
Adrian e Julver stanno bene, anche se Adrian soffre di tosse, mal di gola e un po' di disturbi intestinali...
Si fermeranno al CBA finchè le condizioni metereologiche non miglioreranno: secondo le mie informazioni, dovrebbe essere bello domani, ma poi arriverà una perturbazione che non si sposterà dall'Himalaya almeno fino a giovedì sera.
Non c'è che da aspettare fiduciosi per la fine di settimana prossima! Intanto i nostri ragazzi cercheranno di riposare e di recuperare tutte le energie per "l'attentato alla vetta"!!!
Today it has been snowing so much that some mountaineers have been aided between C1 and C2.
Adrian and Julver are ok in CBA, even if Adrian has cough, a sore throat and some intestinal diseases...
They are going to stay there until the weather is getting better: according to my information, tomorrow is going to be good, but then a perturbation is coming and it will stick on Himalaya until Thursday evening, at least.
We have to do nothing but wait and hope for an improvement for the next weekend! In the meantime, our boys are resting and restore energies for the "summit attempt"!!!
19 settembre 2009
Ho appena ricevuto notizie da Adrian, da poco rientrato, stanchissimo, al campo base avanzato.
Stamattina alle ore 8.15 locali, è partito insieme agli italiani, alla volta del C1, portando con se' una tenda, corde, moschettoni e attrezzatura varia, combustibile e un po' di alimenti, per un totale di circa 22kg di carico.
Dopo tre ore di ca
mmino difficoltoso sulle morene glaciali (ghiaia e sassi), altre tre ore di salita molto ripida su ghiaia e sabbia: ogni passo avanti, tornava indietro di mezzo... aggiungeteci il carico e l'altitudine e immaginate la fatica!
Verso le 14.15, finalmente Adrian è giunto al C1 (6405m), ma troppo stanco per montare rapidamente la tenda: si stava avvicinando brutto tempo e il gruppo di italiani dopo mezzora si stava già volgendo sulla via del ritorno. Adrian perciò ha lasciato tutto nella loro tenda ed è sceso insieme a loro.
Alle 18.40, ha fatto ritorno al campo base avanzato, senza nemmeno aver mangiato e soltanto bevuto un paio di litri di acqua e cocacola, con una lieve distorsione alla caviglia e con tanta stanchezza sulle spalle.
Nemmeno la soddisfazione di farsi una doccia, perchè la "shower-tent" non era ancora stata armata...
Ora riposerà due giorni al CBA, martedì prevede di salire con Julver di nuovo al C1, passare una notte lì, poi mercoledì salire a montare il C2 a 7200m e ridiscendere in giornata al CBA.
I tentativi alla cima del Cho Oyu sono previsti per la settimana a seguire (più o meno dal 2 al 7 ottobre). Devono ancora decidere se montare anche il C3, oppure tentare direttamente la cima partendo dal C2.
This morning, at 8.15am, Adrian has left ABC for C1, together with the Italians, carrying a tent, the climbing ropes, snap hooks and other equipment, fuel and food, for about 22kg overall.
After 3 hours of hard trekking on glacial morains, he spent three hours more climbing up on gravel and sand: every step on was a half step back... considering the weight on his shoulders and the altitude, you can only imagine what hard work was it!
At about 2.15 pm, Adrian arrived at C1 (6400m), but he was too tired to set up his tent, so he left all the equipment in the tent of the Italians and after half an hour he was on his way back with them.
At 6.40 pm he was back in the ABC, without eating anything, only drinking two liters of water and coke, with a light sprain on his ankle and so much weariness.
Neither the satisfaction of a good shower, because the shower-tent wasn't set up yet...
Now he is going to rest in the ABC two days, on Tuesday he may go up to the C1 again with Julver, spend a night there, so on Wednesday go up to C2 and set up the tent at 7200m, then go down to ABC.
They may attempt the summit of Cho Oyu next week (approximatively between 2nd and 7th October). They still have to decide if setting up C3 too, or attempting the summit from C2 directly.
20 settembre 2009
Giornata di riposo al campo base avanzato per recuperare le energie spese ieri.
Alla mattina, Adrian e Julver hanno ricevuto la "puja", ossia la preghiera di benedizione degli sherpa.
Dopo aver allestito un piccolo altare fatto di rocce e appeso le tradizionali bandierine con le preghiere tibetane, gli sherpa hanno iniziato la loro particolare cerimonia, durata poi oltre un'ora e mezza. Ciascun alpinista ha portato con se' un oggetto che porterà nella scalata: Adrian ha presentato la sua piccozza. Dalle parole di Adrian, sembra sia stata una celebrazione molto suggestiva ed emozionante.
Tutta la giornata si è protratta tra la tenda, la mensa e il bagno...
Due pasti abbondanti e uno spuntino (pizza con cipolle e tonno a pranzo, un panino con salame e formaggio come spuntino, pollo pasta e patate per cena) hanno contribuito a ridare un po' di forze al nostro alpinista, ancora provato da ieri.
Julver non è ancora in forma: ha ancora febbre e problemi di gola e intestinali. Speriamo che un altro giorno di riposo possa servirgli a rimettersi in sesto, altrimenti martedì Adrian comunque salirà di nuovo al C1, dormirà lì e poi andrà a montare C2 il giorno seguente, per passare una notte lì e ridiscendere al CBA, eventualmente in compagnia degli italiani.
Verso le 19, al CBA ha cominciato a nevicare. Al momento di ritirarsi per dormire, due ore dopo, ancora nevicava... non una buona notizia, sapendo che la traccia oltre il C1 era già tanto carica di neve da impedire a chiunque di salire... Speriamo tutti nella clemenza del tempo!!
Resting day in ABC, to recover his own strenght.
In the morning, Adrian and Julver received the "puja", that is the sherpa blessing prayer. After setting up an altar made from rocks and hanging up their traditional prayer flags, the sherpas began their particular cerimony, which lasted more than an hour and a half. Every mountaineer brought an object, that he is going to carry with himself in the climb. Adrian handed his axe. He says it was a very suggesting and touching cerimony.
He spent all the day among the tent, the refectory and the toilet...
Two rich meals and a snack (pizza with onion and tuna for lunch, a sandwich with salami and cheese as snack, chicken pasta and potatoes for dinner) helped him in recovering part of his strenght.
Julver is not ok yet: he still has temperature, a sore throath and intestinal diseases. We hope that one more resting day will help him getting back to his feet again. Anyway, on Tuesday Adrian is going to C1 again, he is going to sleep there, on Wednesday he is going to set up C2 and to spend a night there, than going back to ABC on Thursday, everything eventually with the Italians.
At 7 pm, it began to snow in ABC. After two hours, when he went to sleep, it was still snowing... it's not a good news, since the track from C1 up was already laden with snow and noboby could go on... Let's hope in the clemency of the weather!
21 settembre 2009
Nonostante la neve che continua a scendere da ieri e che è prevista anche per le prossime 24 ore, domani Adrian e Julver, finalmente ristabilitosi, saliranno al C1. Domani sera dormiranno lì e, se tutto va bene, dopodomani saliranno a montare il C2 per poi ridiscendere al CBA.
In spite of the snow which has been falling since yesterday and which is forecast for the next 24 hours too, tomorrow Adrian and Julver, at last recovered, are going up to C1. Tomorrow night they are going to sleep there and, if everything is alright, the day after tomorrow they will go and set up C2, then they will go back to ABC.
22 settembre 2009
Oggi è stato molto difficile comunicare. Questo è quel poco che sono riuscita a capire tra i disturbi e le cadute della linea telefonica.
Adrian e Julver sono partiti stamattina dal campo base avanzato alle 9.15, con un bel sole che ha sciolto la neve caduta durante la notte. Adrian portava con se' 24kg, Julver circa 35kg, ma essendosi riposato i giorni scorsi era molto più fresco, perciò dopo poco ha distanziato Adrian, ancora stanco dalla salita dell'altro giorno.
Dopo circa 7 ore di dura salita, sotto la minaccia di una nuova nevicata, Adrian è arrivato al C1 a 6405m, un'ora dopo il gruppo degli italiani (che avevano già montato il C1 giorni fa e che erano partiti dal CBA un po' prima, gli unici oltre a loro a salire senza sherpa e senza ossigeno) e mezzora dopo Julver. Il montaggio della tenda è stato difficoltoso, a causa della stanchezza, del freddo e della tormenta di neve che dopo poco il loro arrivo si è scatenata.
Alle 17.45, esausti, erano pronti per andare a dormire, nella loro tenda a -5°C, dopo aver cucinato e mangiato una zuppa calda per scaldarsi.
Domani a metà mattina, tempo permettendo, partiranno per montare il C2 a circa 7200m.
IN BOCCA AL LUPO!!!
Today it has been very hard to communicate. This is what little I have understood among the noise and the drops of the line.
Adrian and Julver left this morning from ABC at 9.15am, with a shining sun that melted the snow which fell during the night. Adrian was carrying 24kg with himself, Julver about 35kg, but he was fresher than Adri was, so he distanced him soon.
After 7 hours of hard trekking, Adrian got to C1, an hour after the Italians (who had set up C1 some days ago and had left ABC earlier, the only ones, besides them, who are going up without sherpas nor oxygen mask) and half an hour after Julver. The setting up of the tent was very hard, because of the tiredness, the cold and the snowstorm that rised a short time after their arrival.
At 5.45 pm, exhausted, they were going to sleep, after cooking and eating a warm soup to warm themselves.
Tomorrow morning, if the weather permits, they will go and set up C2 at about 7200m.
BREAK A LEG!!!
23 settembre 2009
Che giornata!
E' difficile spiegare l'apprensione per oggi... e il sollievo a sentirli arrivati e sistemati!
D'altronde è la prima volta che entrambi superano di così tanto i 7000 e vi si fermano a dormire... Congratulazioni ragazzi!
Purtroppo so molto poco della loro salita, sempre a causa delle comunicazioni difficoltose e del poco fiato a disposizione per parlare!
Sono partiti stamattina -presumo- verso le 10.30 ora locale. Quando sono riuscita a contattarli alle 8 italiane infatti (le 11.45 tibetane), erano partiti da circa un'ora: Adrian era già molto affaticato, avevano coperto un dislivello di soli 100m e ne mancavano altri 700!
Non so molto del percorso, a parte che era tutto su neve e ghiaccio, con alcune pareti quasi impossibili (mi ha parlato di una verticale di oltre 100m!), superabili solo grazie alle corde fisse messe alcuni giorni fa da degli sherpa... e alla loro resistenza!
Alle 15.45 tibetane, erano a circa 7000m, mancavano altri 200m di dislivello ma il peggio era passato, anche se prevedevano altre 2 ore di cammino.
Sono riuscita finalmente a sentirli ancora soltanto 4 ore dopo (le 19.30 locali). Devo ammettere di avere sofferto abbastanza l'attesa! Erano in tenda, nel loro sacco a pelo, molto molto stanchi ma contenti di essere riusciti nell'impresa, faceva molto freddo ma fortunatamente non nevicava. Entrambi avevano un modesto mal di testa per l'altitudine.
Ora a loro il meritato riposo... domani si torna al campo base avanzato.
Bravi ragazzi, siete forti!
Ma come è dura essere la fidanzata di un alpinista (sono esausta anche io, credetemi!)!!!
It's hard to explain the concern for today... and the relief when I heard they were arrived and everything was ok!
On the other hand, this is the first time that they both go far beyond the 7000m and stop to sleep up there... Congratulations, guys!
Unfortunately, I know very little about their ascent, because of the difficult comunication and the little breath they had to spend in speaking!
They left C1 this morning -I think- at about 10.30 am (local time). When I succeeded in contacting them at 8 am (11.45 am Tibetan time), they had been walking for a hour: Adrian was already very tired, they had covered 100m in height and 700m were still missing!
I don't know very much about the itinerary: it was all on snow and ice, with some impossible walls (he told me about a vertical one, high more than 100m!), that they overcame thanks to some fix ropes... and to their endurance!
At their 3.45 pm (Tibetan time), they were at 7000m, 200m more were missing but the hardest part was over, even if they foresaw two hours more of walk.
Finally, I could speak with them again only 4 hours later (19.30 in Tibet). I must admit I have suffered the waiting pretty much! They were in the tent, in their sleeping bag, they were very very tired but happy to have succeeded in the exploit, it was very cold but it wasn't snowing.
They both were suffering a modest headache because of the altitude.
Now they are resting... tomorrow they are going back to ABC.
Well done boys, you're so good!
How hard it is to be the girlfriend of a mountaineer (I am exhausted, too, believe it!)!!!
24 settembre 2009
La notte appena trascorsa è stata la loro prima notte in assoluto a quote così elevate e nemmeno loro sapevano come l'avrebbero passata.
Non è stata una notte del tutto tranquilla, a causa del freddo, del mal di testa provocato dall'altitudine e dei continui risvegli, ma in fin dei conti non è andata così male ed esserne usciti senza grossi problemi è già un successo e una conferma che, sì, ce la possono fare!
Altri che hanno dormito al C2 si sono sentiti molto male e hanno desistito definitivamente dal raggiungere la vetta.
Adrian e Julver hanno lasciato i 7205m del C2 in mattinata, ripercorrendo il cammino di ieri a ritroso il più velocemente possibile, in quanto sulle loro teste incombeva un brutto temporale. Al C2, Adrian e Julver hanno lasciato una tenda e i sacchi a pelo, in previsione del loro ritorno settimana prossima. Al C1 hanno ritrovato la loro tenda in una posizione scomoda, lambita dalle acque di scioglimento dei ghiacci, perciò l'hanno smontata e rimontata su un balcone di roccia insieme ad altre tende, in una posizione un po' esposta ai venti (speriamo la ritrovino!) ma panoramica... pure esigenti questi alpinisti! Qui, hanno lasciato gli scarponi e altro materiale che non servirà loro per tornare qui.
E poi via, giù al CBA, attraverso quel brutto "sentiero" sulle morene che Adrian detesta tanto, che ha già percorso 4 volte e che almeno altre 2 dovrà rifare se vuole arrivare in cima! Poco prima di arrivare al CBA, ha iniziato a nevicare, e quando li ho sentiti stasera, fuori dalla loro tenda imperversava una bella tormenta.
Nei prossimi giorni dovrebbe continuare a fare brutto tempo, nessuno sa quando passerà questa perturbazione. In ogni modo, Adrian e Julver riposeranno al CBA per quattro o cinque giorni, per recuperare energie, peso, sonno, idratazione, almeno parte di quanto hanno perso in questi tre giorni, in vista della grande impresa. Si spera che nel frattempo queste nuvole passino... e che qualcun altro prima di loro apra la traccia...
Adrian è rimasto molto impietosito dalla visione di sherpa minuti, carichi come muli, che per 15 euro al giorno trasportano oltre 30kg di roba dal CBA ai campi superiori, mentre i loro "clienti" salgono leggeri come degli scolari in gita d'istruzione, magari con le maschere d'ossigeno... Questo è il nuovo alpinismo!!!...???
I nostri "eroi" hanno tutta un'altra visione della montagna: è una sfida con loro stessi, mettono alla prova le proprie capacità, hanno in mente la vetta ma ovunque arriveranno per loro sarà comunque un successo. Personalmente, sono d'accordo con loro, e sono molto fiera e orgogliosa di quello che stanno facendo e di come la pensano. Voi no?
Forza ragazzi, siamo tutti con voi!!!
The last night was their first night at such an altitude, and they didn't know how they would have spent it.
They couldn't sleep very well because of the cold, the headache and the frequent awakenings, but it hasn't been so bad: they hadn't any big problem, and this is a success and a confirmation that, yes, they can!
Adrian and Julver left C2 in the morning and they walked downhill as fast as possible, since a big storm was hanging over their heads. In the C2, they left a tent and their sleeping bags.
At the C1, they found their tent in a bad position so they moved it on a balcony, with a panoramic view... how choosy these two mountaineers are!
Then quick! down to ABC, along that "path" on morains that Adrian hates, that he has already walked along four times and that he has to walk along twice again, if he wants to reach the top!
Before reaching ABC, it started snowing, and tonight still was. Next days, it should go on snowing, nobody knows when it should stop. Anyway, Adrian and Julver are going to rest in ABC for 4-5 days, to recover energy, sleep, weight, idratation, at least a part of how much they have lost these three days. We hope that in the meantime these clouds are passing over... and that someone else is opening up the track!
Adrian was moved to pity by the little sherpas, overloaded, who, for 15€ a day, carry more than 30kg from CBA to the superior camps, while their "customers" are going up, light as a student in a school outing, maybe with oxigen masks too... This is the new mountaineering!!!...???
Our "heroes" have a totally different vision of the mountain: this is a challenge with themselves, they are putting themselves through the hoops, they have the summit in their head but, wherever they'll arrive, this will be a success! Personally, I agree with them, I'm really proud of them, of what they are doing and what they think! Don't you?
Come on, guys! We all are with you!!!
25 settembre 2009
Giornata di riposo al CBA, dopo le fatiche dei giorni scorsi.
Oggi ha nevicato forte tutto il giorno, tanto che alcuni alpinisti sono stati soccorsi tra il C1 e il C2, bloccati dalla neve.
Adrian e Julver stanno bene, anche se Adrian soffre di tosse, mal di gola e un po' di disturbi intestinali...
Si fermeranno al CBA finchè le condizioni metereologiche non miglioreranno: secondo le mie informazioni, dovrebbe essere bello domani, ma poi arriverà una perturbazione che non si sposterà dall'Himalaya almeno fino a giovedì sera.
Non c'è che da aspettare fiduciosi per la fine di settimana prossima! Intanto i nostri ragazzi cercheranno di riposare e di recuperare tutte le energie per "l'attentato alla vetta"!!!
Today it has been snowing so much that some mountaineers have been aided between C1 and C2.
Adrian and Julver are ok in CBA, even if Adrian has cough, a sore throat and some intestinal diseases...
They are going to stay there until the weather is getting better: according to my information, tomorrow is going to be good, but then a perturbation is coming and it will stick on Himalaya until Thursday evening, at least.
We have to do nothing but wait and hope for an improvement for the next weekend! In the meantime, our boys are resting and restore energies for the "summit attempt"!!!
Ubicazione:
Cho Oyu, Shigatse, Nepal
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