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3 luglio 2012

Brixen Dolomiten Marathon 30.06.12

"LA MARATONA ALPINA"

Sabato 30 Giugno si è svolta la 3° edizione della Brixen Dolomiten Marathon, 42,195 km con + 2340 m di dislivello. Il percorso di una bellezza unica, con una organizzazione fantastica.
Siamo partiti da Bressanone a 560 mslm alle 7.30 am, eravamo circa 700 maratoneti, tutti con la stessa ambizione di raggiungere il traguardo situato nella cima della Plose a 2448 mslm con saliscendi facendo sì che il dislivello totale raggiunga + 2340 m.
L'incognita principale era quella di essere capace di passare il cancello di Valcroce a 2050 mslm entro le ore 14, per fortuna tutto è andato liscio e dopo 4 ore 44 min dalla partenza sono passato da questo punto.
Finalmente sono arrivato al traguardo in 6 ore 17 min 28 sec!
(Progressione: 10 km 1H07'45" > 21 km 2h36'30" > 25 km 3H20' > 30 km 4H09' > 39.5 km 5H38' > 41 km 6H01'35")
E' stata una bellissima e faticosa esperienza che mi ha servito anche per la preparazione dell'Ultramarathon trail di Como che correrò fra due settimane (106 km, +6.300 m di dislivello).
Abbraccio a tutti
Adrian
Popita e la sua panza nel Parco dello Scillar

Adrian Popita e Matilde all'Alpe di Siusi

Adrian e la sua casa mobile

Ecco dal sito della maratona:

Pettorale 352
Categoria : M-M45  
Posizionamento nella categoria : 53
Cognome e nome : Gauna Adrian Roberto 
Anno di nascita : 1966
Località : Inverigo (CO) 
Club : Friesian Team
Tempo totale : 6 ore 17 min 28,1 sec  

16 maggio 2012

Ecomaratona del Parco del Ticino 06.05.2012

Un bel traguardo personale che aspettavo con ansia! SONO ARRIVATO A QUOTA 50!!!, tra maratone e ultramaratone ufficiali.
E’ difficile spiegare le motivazioni che mi spingono a questo bel sacrificio ma per tutti i runners che hanno sperimentato almeno un traguardo di una maratona sanno cosa si sente, sanno quanto attira questa fatica e l'immensa felicità che significa il traguardo sotto l’arco dei 42,195 km o di più nel caso dell’Ultramaratona.
La corsa per me vuol dire sentirmi libero, scaricarmi, sforzarmi per migliorare, mettere a prova i miei limiti, essere felice tanto come quando arrivo in cima alle mie montagne. Non so se riesco a spiegarmi ma la corsa mi fa felice e per me questo è sufficiente per andare avanti. La corsa mi riempie di amici, persone meravigliose che fanno parte della mia famiglia, la corsa ci unisce e più bello di questo non c’è niente.
Grazie mille a tutti quelli che mi hanno accompagnato in queste imprese in speciale alla mia Popita……..ci vediamo al prossimo traguardo, quello delle 100 maratone + ultramaratone!!!
Adrian

28 febbraio 2012

Maratona delle Terre Verdiane - 26.02.2012

Weekend nelle pianure parmensi per correre la prima maratona dell'anno 2012.
Partenza al sabato pomeriggio per Salsomaggiore Terme, per il ritiro del pacco gara e del pettorale, e dove l'indomani vi sarebbe stata la partenza. Viaggio inaugurale per il nostro nuovo camper! Come area di sosta abbiamo scelto il piazzale ad esso adibito nelle adiacenze della stazione FS, in posizione centrale (via Gramsci/via Affanni).

La cittadina è intrisa di stile Art Decò e Liberty, ma parecchio decadente... Sono decine gli hotel chiusi e molti gli stabilimenti termali in disuso... rimembranze di un passato fiorente per queste zone. Peccato, perché il paese è immerso nel verde e tranquillissimo... Alcune strutture sono ancora magnificenti, come il Palazzo dei Congressi e le Terme Berzieri, simbolo della città.
Ma passiamo alla maratona... Lo sparo della partenza è stato alle 9:30: in contemporanea partiva anche la Mezza di Fontanellato e la Salso-Fidenza. I primi di 10km sono stati abbastanza rettilinei, con il passaggio dal Fidenza Village dove vi è stata anche la partenza dei 30km. Si prosegue quindi verso est, in direzione Fontanellato, quindi verso nord-ovest, passando da Soragna.
E’ stato qui l’aspetto artistico più interessante: si transita infatti attraverso il giardino della Rocca Meli Lupi, ed attraverso il corridoio della dimora del Principe ci si dirige nel cortile interno per uscire dalla porta principale del Castello. Dopodiché, presso le Roncole Verdi, si passa davanti alla casa di Giovannino Guareschi e alla casa natale di Giuseppe Verdi. Dopo pochi km si entra in Busseto, dove vi è il traguardo in Piazza Verdi, sotto al quale sono transitato dopo 3h54'58" dalla partenza.
Il percorso della gara
Il percorso è molto bello, pianeggiante, veloce, nel mezzo della sconfinata e produttiva pianura parmense-piacentina. Io vi ho già corso 7 anni fa, con un tempo molto simile (3 minuti in meno). Un buon allenamento per le prossime maratone: prossimo appuntamento a domenica prossima, con la Placentia Marathon for UNICEF, a Piacenza, e tra due domeniche nell'Alto Lario per la 1° Maratona di Colico!
Arrivo a Busseto
Il diploma

4 febbraio 2012

ARCHIVIO: International Lake Garda Marathon 09.10.11

Che bella giornata! Oggi facciamo 6 mesi da sposati, niente di meglio che trovarsi sul Lago di Garda, uno dei posti più belli di Italia insieme alla mia Popita!
Abbiamo trascorso un bellissimo weekend in camper tra Sirmione e le sue terme, Gardaland e la parte nord del lago.
Avevo corso la 1^ e 2^ edizione (2007 e 2008) della International Lake Garda Marathon, in entrambe le volte avevo fatto una bella prima meta perdendo ritmo nella seconda parte. Per questa edizione mi ero preparato bene, il 18/9 con la mezza di Monza, il 25/9 la maratona di Bergamo, il 2/10 i 23 km di Lurago d'Erba....oggi avevo le gambe e la concentrazione giusta e meglio di cosi non potevo fare :
    3 ore 22 min 36 sec sotto il traguardo dei 42,195 km.
La rifarei, questo percorso mi piace troppo. L'organizzazione ottima come sempre.
Il 26/10 parto verso Nepal, ci aspetta un altro tipo di scenario! Vi terro aggiornato sul nostro blog.
Abbraccio, Adrian

11 dicembre 2011

ARCHIVIO: Lausanne Marathone 31.10.10

Approfittando di un po' di giorni di recupero/vacanze siamo partiti con il camper per 4 giorni di relax (si fa per dire) nella bellissima Alsazia - Francia. Ma non potevo fare a meno di introdurre una piccola deviazione per passare da Lausanne- Svizzera dove domenica 31/10 si correva la Maratona. Mi ero iscritto un mese prima circa e quindi non potevo mancare alla mia 6° maratona nel 2010 (6 x 42,195 km + 1 x 72 km in quest'anno).
Cosi mi sono trovato sulla linea di partenza alle ore 10.10 aspettando il Via!. Il percorso era lungo il lago Leman, 22 km di aller + 20,195 km di retour....saliscendi permanente....
La temperatura era ottima per correre, peccato il cielo grigio che ci ha accompagnato durante tutta la gara. Ho chiuso al traguardo in 3 ore 43 min 00 sec.
Per finire questo anno maratonico spero poter correre la maratona di Pisa il 19/12....ci vediamo in quella bellissima città!

ARCHIVIO: Trail de Glaciers de la Vanoise 04.07.2010

Sabato 3 luglio, dopo aver preparato il camper, io e Popita siamo partiti verso il Parco Nazionale della Vanoise, in Francia, dove il giorno dopo avrei corso la settima edizione del TGV, corsa iper-impegnativa in montagna con +3800m di dislivello, sviluppati su 72km di percorso.
Questo trail era a numero chiuso (500 partecipanti max)... ed eccomi qua, con il pettorale 223, pronto per la partenza alle 5am del 4 luglio, di fronte alla Mairie di Pralognan de la Vanoise.

La gara è partita in orario. Erano previsti 5 check point (cancelli) da varcare entro un certo orario, pena l'estromissione dalla gara. 50 metri dopo la partenza, è iniziata la salita di 7km, con un dislivello di 1100m.

I miei tempi di superamento dei cancelli sono stati:
  1. 7 km - 1h37' (tempo limite 2h15')
  2. 20 km - 4h (tempo limite 4h30')
  3. 36km - 7h08' (tempo limite 8h)
  4. 50km - 9h45' (tempo limite 11h)
  5. 60km - 11h50' (tempo limite 13h)
Finalmente ho terminato la gara in 14h47'53": sono arrivato 229° su 345, 155 sono rimasti fuori per abbandono o superamento dei tempi limite.

 Abitualmente corro in montagna a 7kmh, ma qui non sono riuscito a correre oltre i 5kmh! Le salite erano troppo ripide, e le discese piene di grossi massi, che non permettevano di recuperare. E' stata molto dura, impegnativa, però il paesaggio meritava questo sforzo.
Per quest'anno, ho dato con le ultremaratone!

A risentirci alla Berlin Marathon 26-09-2010!

9 dicembre 2011

ARCHIVIO: Trekking in Val di Fassa 2010

Venerdì 25 giugno 2010
Partiamo verso il Trentino dopo pranzo, via A4 direzione Venezia, quindi deviamo da Peschiera d/G per Affi lungo la SR450, quindi prendiamo la A22, dalla quale usciamo a Egna Ora. Da qui, lungo la SS48 delle Dolomiti, ci dirigiamo verso la Val di Fassa, attraversando la Val di Fiemme.
Giungiamo a Pera di Fassa verso le 19.30; lasciamo i genitori di Eleonora all'Hotel Soreje e noi parcheggiamo il nostro camper nel piazzale di partenza della seggiovia per Ciampedie, a 500m di distanza.
Ceniamo in albergo, con l'ospitalità della Sig.ra Flora, sempre gentilissima, e del marito cuoco Augusto, generoso nelle porzioni come da 20 anni a questa parte. E' sempre un piacere rivederli... ed è sempre un piacere sedersi a uno dei loro tavoli!
Stasera in menù: strangolapreti (piccoli gnocchetti tipici agli spinaci) con burro e salvia, trota alla griglia, formaggi misti, patate e carote al vapore, creme caramel.
Andiamo a dormire sazi e desiderosi che venga presto giorno per salire su queste incantevoli montagne che vediamo nel crepuscolo dagli oblò del nostro camper.

Sabato 26 giugno 2010
In nero: percorso del 26/06/10
Ci alziamo, facciamo un'abbondante colazione e prepariamo lo zaino, quindi ci dirigiamo a Canazei, da dove inizieremo la nostra escursione.
Prendiamo la ovovia che dal centro paese (1450m slm) ci porta in località Pecol (1926m slm). Da qui imbocchiamo il sentiero 627, che però ben presto abbandoniamo, per tagliare nei prati e dirigerci al Belvedere Col di Rosc (2383m slm). Camminiamo sui prati che di inverno sono le famose e affollate piste da sci del Belvedere Pordoi, ma che ora vedono soltanto noi due e qualche famiglia di marmotte, che, incuriosite e allarmate, ci scrutano da lontano e fischiano.
Dal Belvedere, abbiamo alcune delle montagne più belle delle Dolomiti davanti a noi: il gruppo del Sassolungo, il gruppo del Sella e la "Regina" Marmolada. Uno spettacolo unico.

Gruppo Sella dal Sas Pordoi
Il tempo non è bellissimo, nuvole nere si avvicinano e si soffermano sulle cime più alte; ci fermiamo per fare riposare la Popita (già stravolta e sudatissima dopo questo pendio) e cambiarci con abiti asciutti e un po' più pesanti, quindi proseguiamo, aggirando il Sas Becé e scendendo qualche decina di metri fino al Passo Pordoi (2239m slm), meta mitica dell'alpinismo e traguardo sofferto di molte tappe storiche del Giro d'Italia.
Qui mangiamo un panino e parliamo del da farsi. Intanto esce un bel sole. Vogliamo salire al Sas Pordoi (2950m slm), ma il sentiero che ci porterebbe là, dal basso, sembra difficile e in alcuni tratti pericoloso: dopo il primo tratto con poca pendenza e su prati, esso si fa subito ripido e tortuoso, zigzagando su ghiaioni a tratti innevati, sotto le minacciose pareti del Pordoi, fino alla Forcella a 2829m slm. Decidiamo di dividerci: Adrian parte zaino in spalla per la cima, mentre Popita sceglie la più sicura e confortevole salita in funivia, che non manca però di emozionare. L'avvicinamento alla stazione a monte è mozzafiato, una campata unica sospesi nel vuoto, con le pareti rosa e stratificate di dolomia mai viste da così vicino. Durante il viaggio, la funivia incrocia Adrian, che procede con passo spedito, impegnato nella difficile salita. Una nuova sudata cima per lui!
Dopo poco più di un'ora, ci ritroviamo al Rifugio Maria, sulla cima del Sasso, appartenente al gruppo del Sella; il panorama è incredibile: sembra di essere in un paesaggio alieno, circondati da rocce a strapiombo, massicce e imponenti. Attorno a noi, ancora la Marmolada e il Sassolungo. Laggiù, il serpente della strada del Passo Pordoi che unisce Canazei ad Arabba.
Rifugio Maria - Sas Pordoi
L'intenzione è quella di raggiungere il Rifugio Boè (2871m slm) e ridiscendere verso Canazei lungo la Val Lasties. Insieme riscendiamo nuovamente al Rifugio Forcella (2829m slm), ma già in questo breve tratto ci rendiamo conto della impraticabilità del sentiero: la neve è ancora molta e non siamo attrezzati per affrontare un sentiero innevato e sul filo dello strapiombo. Ci vorrebbero almeno i ramponi, perciò decidiamo di tornare indietro e scegliere un'altra strada per tornare a valle.
Prendiamo insieme la funivia per ridiscendere al Passo Pordoi, e godiamo assieme di questa vista incredibile, sospesi tra le montagne.
Da qui, imbocchiamo nuovamente il sentiero 627 nel tratto che costeggia la strada, ma ben presto ci separiamo da essa, tagliando in mezzo ai boschi verso la strada del Passo Sella. Il sentiero è bellissimo, scende dolcemente tra pini e prati fioriti, e, nelle radure, abbiamo davanti a noi la maestosità del Sassolungo. Sbuchiamo in prossimità del Pian de Schiavaneis (1850m slm), dove ci fermiamo a rifocillarci con yogurt artigianale e la immancabile cocacola.

Sentiero 627
Ci rituffiamo nel bosco e prendiamo il sentiero 647 che ci porterà al Lupo Bianco (1715m slm), anche questo crocevia importantissimo per tutte le escursioni dolomitiche, sia che si tratti di trekking, che di sci, o di giri in moto. Qui c'è l'arrivo della pista da sci preferita in assoluto da Eleonora, quella che da Col Rodella scende verso questo punto, passaggio obbligato per il meraviglioso giro antiorario del "Sellaronda".
Il posto meriterebbe una pausa, ma la strada è ancora lunga. La parte finale della nostra escursione scende tra i boschi, per poi sbucare sul percorso della pista da sci che di inverno riporta gli sciatori a valle, quindi su una mulattiera che finisce nel centro storico di Canazei.
Una cena dalla Flora è proprio quello che ci vuole: tortellini freschi di carne al sugo per Adrian (mai mangiato così tanto!!!) e maccheroncini agli asparagi e formaggi per Popa, poi ancora formaggi misti, carne salada e stinco al forno, patate al forno e torta Sacher!
C'è ancora luce quando andiamo a dormire...

Domenica 27 giugno 2010
Escursione del 27/06/10
Il tempo a nostra disposizione oggi è meno, perciò puntiamo la sveglia prima e ben presto siamo a Campitello (1448m slm), per prendere la funivia che ci porta al Col Rodella (2480m slm). Imbocchiamo il sentiero 4 "Friederich August", sotto lo sguardo imponente e temibile dei picchi del gruppo Sassolungo: lo stesso Sassolungo, Cinque Dita, Punta Grohmann, I Dent, Sassopiatto. Siamo sempre in costa e passiamo numerosi rifugi situati in punti meravigliosi: Rifugio August, Rifugio Pertini, Rifugio Sasso Piatto (2301m slm). Qui ci fermiamo un attimo per studiare il percorso, lasciandoci fuorivare dei tempi di percorrenza indicati dalla segnaletica. Procediamo perciò verso il Passo de Duron (2204m slm), in un continuo saliscendi: invece degli annunciati 50', ci mettiamo quasi due ore per arrivarci. Siamo appagati dalla vista sulla sottostante Alpe di Siusi prima e sul Catinaccio di Antermola poi, accompagnati da mucche e cavalli che ci osservano pacifici.
All'incrocio con il sentiero 532 che poi prenderemo per tornare a Campitello, ci fermiamo a mangiare e riposarci mezzoretta. La via per il paese è lunghissima, tutta lungo la Valle del Duron: ampia, pianeggiante e soleggiata nella sua parte più a monte, stretta e più ripida più a valle. Ci mettiamo quasi tre ore a scendere, anche a causa di un paio di deviazioni consigliate ma per nulla azzeccate.
Il tempo di farci una doccia veloce, e poi via verso casa...
E' stato un weekend intenso ma finito troppo in fretta, immersi nella natura meravigliosa delle Dolomiti.
Torneremo presto, con più tempo a disposizione, per esplorare altri sentieri e luoghi incantati!






7 dicembre 2011

ARCHIVIO: Marathon du Lac d'Annecy 18.04.2010

Siamo arrivati sabato in questa bellissima città sulle rive dell'omonimo lago, dopo aver passato qualche ora a quasi 4000m sulle terrazze dell'Aiguille du Midi sulle pendici del Monte Bianco.
Dopo avere ritirato il pettorale, abbiamo anche fatto il collaudo della nuova bicicletta della Popa, con una pedalata di 10km sul lungolago. Quindi, una camminata e cena in centro.
La partenza era alle 8.30, per cui alle 23 eravamo già a riposo sul nostro bellissimo camper.
Mentre camminavo verso la partenza, presentivo che potevo fare una bella gara: la temperatura era ideale, non c'era vento e il percorso era pianeggiante. I maratoneti erano tutti motivati, la partenza era una vera festa. Dall'inizio mi sono incollato al pacemaker delle 3h30' e non l'ho mollato fino alla fine. I parziali sono stati:
km 10: 49'19"
km 21,097: 1h44'11"
km 30: 2h28'19"
ARRIVO: 3h29'51" Era da marzo 2006 che non facevo meno di 3h30'! E' stato un bel reincontro, dopo 4 anni!
Chi lo pensava, dopo una maratona solo 7 giorni fa!
Ci rivediamo al TGV (Trail de Glaciers de la Vanoise) = 72km di corsa di montagna, al 4 luglio! (nell'attesa, vi terrò aggiornati sulla mia spedizione al Pequeño Alpamayo in Bolivia e al McKinley in Alaska)
Adrian

ARCHIVIO: Sud della Francia in camper - aprile 2010


Ecco dunque un'ulteriore nuova sezione del nostro blog, in cui racconteremo i nostri viaggi da ora in poi, e, in particolare, le nostre "scorribande" in camper.
Iniziamo con il racconto dei nostri quattro giorni trascorsi a cavallo delle vacanze di Pasqua, in Provenza e Camargue.

Giovedì 1 aprile 2010
Partenza per la Francia

Nonostante i nostri buoni propositi di partire nel pomeriggio, siamo riusciti a lasciare Inverigo soltanto dopo cena, destinazione Briançon.
Percorso assolutamente tranquillo e senza traffico, perfetto se non fosse stato per la lunga deviazione Biandrate-Vercelli-Santhià (causa chiusura tratto autostradale) e i costosissimi e frequenti pedaggi.
Giunti a Oulx abbiamo deciso di deviare per Montgenèvre invece che fare il tunnel del Frejus per risparmiare un po' di km. Il passo si è rivelato agevole e, scendendo verso Briançon, alcuni cerbiatti ci hanno attraversato la strada, sparendo poi tra la vegetazione.
Abbiamo posteggiato in un grande piazzale insieme ad altri camper sotto le fortificazioni di Vauban e finalmente, verso le 1:30, ci siamo abbandonati a un sonno ristoratore...
Briançon
Briançon
TOTALE 298 km

Venerdì 2 aprile 2010
Auguri mamma Eliana!
Gole del Verdon

Sveglia nel nostro camper alle... 9:50!! Tardissimo per un sano camperista, ma noi siamo un po' "sui generis". Fatta colazione, siamo scesi dal camper con l'intenzione di fare spese, salvo accorgerci che, appena superato il nostro parcheggio, c'era l'entrata della Città Vecchia e ci siamo perciò diretti oltre l'antico portale. Qui abbiamo trovato vicoli stretti, strade di pietra, piccole botteghe e locande, fontane ed affreschi, meridiane e case colorate aggrappate al pendio, tutto sotto lo sguardo vigile delle fortificazioni di Vauban (Patrimonio UNESCO). Davvero una piacevole sorpresa.
Dopo un breve giro in centro e una sosta al centro commerciale fuori città a comprare baguette e formaggi francesi, siamo partiti verso Barcelonnette, via Col di Vars.
Fino a Guillestre, la strada è stata dolce e ampia, lungo la valle del fiume Durance. Verso Vars, la strada invece ha cominciato a salire e a divenire tortuosa, con molti tornanti e farsi abbastanza ripida, ma nessun problema per il nostro camper! Prima di Vars, abbiamo attraversato numerose piccole località sciistiche, deserte, con belle piste al sole e impianti vuoti: il sogno di Eleonora! Ma purtroppo la strada è lunga e dobbiamo continuare...
Vars è una bella cittadina moderna, in posizione soleggiata e aperta, con molte belle piste e nuovi impianti. Il paesaggio lungo la strada che porta al Col du Vars è spettacolare: montagne coperte da tantissima neve immacolata, belle passeggiate lungo i crinali e un cielo blu cobalto senza nuvole. Purtroppo la strada è molto stretta e le banchine sono tanto invase dalla neve da far sembrare la carreggiata una trincea profonda quanto il camper, così che non riusciamo nemmeno a fermarci per una foto. Promettiamo di tornarci prima o poi. Superato il passo, però, il panorama cambia immediatamente e non ci piace più granché. Peccato... Scegliamo una piazzola lungo il fiume Ubay per pranzare.
Pont de l'Artuby
Dopo un'oretta siamo ancora in viaggio e in poco tempo siamo a Barcelonette. Purtroppo ci accorgiamo che i passi che portano verso St.Andres-les-Alpes sono chiusi, perciò dobbiamo fare una lunga deviazione verso Digne-les-Bains che sembra non finire mai. Siamo ripagati da bei panorami nella campagna francese e da una bella vista sul lago del Durance, ma dopo km e km di curve, tornanti e saliscendi non ne possiamo più. Giungiamo finalmente a Digne, ma, a parte il traffico, non c'è nulla per cui valga la pena essere ricordata. Ci muoviamo subito verso Castellane: ormai è pomeriggio inoltrato e non sappiamo se riusciremo a proseguire per le Gole del Verdon come programmato. Lì giunti, decidiamo però di continuare: c'è ancora sole e il tempo è sereno, in 40 km circa dovremmo arrivare alle Gorges. Decidiamo di prendere per la Rive Gauche, e la strada principale ci porta a fare una lunga deviazione per Comps-sur-Artuby, dove sbagliamo anche strada e dobbiamo tornare indietro per circa 15km. A saperlo prima, avremmo tagliato sulla D90 via Trigance, un paesino medievale che vediamo sorgere sul pendio alla nostra destra e poi, dopo oltre mezzora, nuovamente alla nostra destra. Sembra molto grazioso, e ci avrebbe anche permesso di risparmiare molto tempo e tanti km... pazienza... Giungiamo alle gole che ormai il sole sta tramontando. La prima sosta è sul balcon de la Mezcla, sul fiume Artuby prima che esso si getti nel Verdon. La vista è già impressionante, come quella che si ha dall'imponente Pont de l'Artuby, dove solitamente si fa bungee-jumping: a me (Eleonora) fa rabbrividire solo a guardarlo o ad affacciarmi, Adrian invece un "saltino" lo farebbe!
Gole del Verdon
Proseguiamo e finalmente arriviamo al Verdon: l'altezza delle falesie è impressionante, da fare paura. Mi vengono brividi di vertigini, mentre Adrian è assolutamente esaltato. La vista è mozzafiato: i pochi punti dove ci possiamo fermare offrono scorsi unici, il dislivello fino al fiume sotto di noi è anche di 900m. Abbiamo fatto bene a venire al tramonto: colori stupendi e niente traffico. In tutta la strada siamo solo noi e una macchina di tedeschi.
Giungiamo in vista del Lago de Saint Croix al crepuscolo e i suoi colori sono bellissimi. Scendiamo al paese di Aiguines dove decidiamo di fermarci per la notte. Ormai è buio ma ciò offre comunque una splendida vista sul lago e sul castello. Posteggiamo in un parcheggio tra le case, gratuito e tranquillo, poco a valle dal centro del paese (senza carico/scarico: per stasera dobbiamo risparmiare acqua) e qui ceniamo e dormiamo beatamente. Alle 23 siamo a letto... sentiamo i topi squittire dagli alberi sopra di noi... e ci addormentiamo. 
TOTALE 324 km
Lago de Saint Croix
Moustiers-Saint-Marie


Sabato 3 aprile 2010
Un salto nel passato

Sveglia alle 8:30 nel completo silenzio del paese. Solo le campane della chiesa ci ricordano che siamo nella civiltà. Adrian si dedica alla sua corsetta quotidiana, poi insieme facciamo colazione. Partiamo subito verso Moustiers-Saint-Marie e lungo il tragitto ci fermiano in un campeggio per il rifornimento d'acqua. Ci sono molti parcheggi gratuiti per camper in prossimità del centro, e noi ci fermiamo in uno di essi.
Moustiers-Saint-Marie
Moustiers è un grazioso paesino aggrappato alla parete di roccia, dove si respira la vera aria di Provenza: le viuzze strette, le case dalle persiane color lilla e azzurro, le botteghe di tessuti, lavanda e ceramiche. Tra i due picchi che lo sovrastano è stata tesa una catena con una stella, risalente ai tempi delle Crociate, e da lì passa un torrente che attraversa tutto il borgo e alimenta molte fontane. La chiesa ci è piaciuta molto, con la sua pianta romana molto semplice e le navate spoglie. Il coro in stile gotico è fuori asse rispetto al resto della chiesa, il che gli conferisce un impatto visivo particolare.
Dopo aver comprato qualche souvenir, torniamo al camper e partiamo per il Parco Nazionale del Luberon, passando da Gréoux, Manosque, Apt. La strada è panoramica e la guida dolce, passiamo attraverso campi di lavanda (purtroppo non ancora in fiore), prati, poderi, boschi, piccoli canyon. Passata la cittadina di Apt, ci rechiamo a Roussillon, che aveva destato la nostra curiosità per le foto viste in internet e sulle guide delle sue colline di ocra.
Parcheggiamo prima di arrivare in centro, in una bella area popolata di camper (3€/giorno, 5€/notte).


Cave di ocra a Roussillon

Gordes
Camminiamo verso il centro e rechiamo subito verso il Sentiero delle Ocre (2,50€/entrata), un percorso che si snoda tra le antiche cave di ocra a cielo aperto, sfruttate già dai tempi dei Romani e che hanno costruito la fama del paese. Le nostre aspettative non sono state disilluse: picchi di terra dalle sfumature cangianti dal giallo canarino al rosso più intenso, strato su strato. Un paesaggio bellissimo, surreale. La camminata nel parco dura quasi un'ora, dopodiché brevemente gironzoliamo tra le viuzze del paese (dove mi sono soffermata in una bottega di saponi e profumi provenzali), per poi fare ritorno al camper.
Un breve tragitto porta quindi a Gordes, dove intendiamo visitare il Villaggio dei Bories, tipiche costruzioni che, come i trulli pugliesi o i nuraghe sardi, sono state costruite a secco, con lastre di arenaria sovrapposte, a partire dal Medioevo ed abitate fino al secolo scorso. Posteggiamo in un'area per camper gratuita lungo la strada dipartimentale, e ci incamminiamo verso l'ingresso del villaggio (che indicavano a 1,5km, ma secondo noi era molto di più distante! Biglietto d'entrata 6,50€ cad.). Il villaggio consiste in una dozzina di casupole a vario utilizzo: abitazioni, ovili, stalle, porcilaie, fienili, forni, dispense. Interessante vedere come vivevano i locali fino a non più di 60 anni fa, incredibile paragonare il nostro attuale stile di vita (o anche quello dei nostri genitori a quell'epoca) con gli abitanti dei bories. La visita dura non più di 40 minuti, perciò torniamo al camper, spinti anche dalla stanchezza e dalla minaccia della pioggia.
"Vallis Clausa"
Ci dirigiamo quindi a Fontaine de Vaucluse, a pochi km di distanza. Dopo avere erroneamente attraversato con il camper il centro paese, entriamo nell'ampio piazzale adibito alla sosta dei camper molto spazioso e in ottima posizione, ma ormai strapieno, tanto da farci fermare sul cancello di uscita. Nonostante il crepuscolo, decidiamo di fare comunque un giro in centro, per osservare da vicino la piazza centrale del paese, domincata dalle acque del fiume che sgorga poco più su. Decidiamo di proseguire verso monte, attratti dall'impetuosità del fiume e dall'imponenza della parete che ci sovrasta. La luce ormai è poca, ma in dieci minuti siamo alla sorgente: lo spettacolo è impressionante. Alla base di una parete altissima e a strapiombo che sembra cadere sulle nostre teste, sgorga una quantità impressionante di acqua che, dopo aver formato un lago solo apparentemente placido, cade tumultuosamente e violentemente verso valle. Rimaniamo qualche minuto in contemplazione, poi torniamo in paese, ripromettendoci di tornare l'indomani ad osservare meglio in tutti i suoi colori queste mitiche "chiare fresche e dolci acque" che Petrarca cantò quasi 700 anni fa.
TOTALE 150km

Domenica 4 aprile 2010
Buona Pasqua!

Dopo una notte tempestosa, la mattina è grigia ma per ora soltanto nuvolosa, fortunatamente!
Adrian va a correre mentre io dormo ancora per un po'. Colazione, manutenzione ordinaria del camper e torniamo di nuovo verso il paese.
Diversamente dalla sera precedente, ora i negozi sono aperti e la camminata verso la testa della "Vallis Clausa" è più piacevole. Ci fermiamo a visitare il mulino ancora funzionante, per la produzione della carta,
poi proseguiamo.
Tante persone si recano alla sorgente per ammirarne la maestosità. Ci arrampichiamo per qualche metro per fare alcune foto, poi facciamo ritorno. Tappa obbligata in una boulangerie per la consuete baguette, dopodiché ci dirigiamo verso Avignone.
Parcheggiamo sotto le mura, pranziamo, poi visitiamo rapidamente la città, giusto per osservare dall'esterno il famoso ponte sul Rodano, il Palazzo dei Papi, la Piazza dell'Orologio.

Avignone

La mancanza di tempo (e il costo dei biglietti di ingresso!) ci fanno tornare subito al camper, per poi ripartire immediatamente per la Camargue, passando per Arles. Attraversiamo ettari e ettari di distese coltivate ed acquitrinose, vediamo i famosi tori neri e i cavalli bradi bianchi della zona.
Quando arriviamo a Saintes-Maries-de-la-Mer, ci troviamo in un paesino dalle basse case bianche, con tanto traffico e moltissima gente. Cerchiamo l'area di sosta che avevamo trovato su internet, nella zona est del paese (9,50€/giorno). E' già piena di camper ma con un pizzico di fortuna troviamo posto proprio in riva: dal nostro letto vediamo la spiaggia e il mare fino all'orizzonte.
Ci rechiamo a piedi in centro, sulla passeggiate lungomare. Il centro è pieno di negozi e le vie gremite di gente. Entriamo nell'antica chiesa di pietra per seguire la Messa di Pasqua. Qui sono venerate le tre Marie che nel 18 d.C. vi approdarono: S.Maria di Betania, S.Maria Salomè e S.Sara, patrona dei gitani, la cui festa si tiene a fine maggio. Sarà per questo che i parcheggi per camper sono così tanti e ampi?
Una volta usciti, il vento si è fatto violento e freddo e decidiamo di tornare al camper per coprirci, di nuovo usciamo per la nostra prima e unica cena fuori del viaggio: paella royale per me e saucissons con patate fritte per Adrian. Alle 21 è già tutto chiuso e morto in paese, perciò rientriamo alla base. Dopo una doccia, alle 22.15 siamo già nella nostra suite vista mare.

TOTALE 138km

Saintes-Maries-de-la-Mer

Lunedì 5 aprile 2010
Ritorno a casa
Dopo una notte molto ventosa, ci alziamo alle 9 circa e dopo una buona colazione siamo di nuovo in viaggio, stavolta verso casa.
Attraversiamo gli acquitrini della Etange de Vaccares, dove vediamo aironi, fenicotteri rosa, ancora tori e cavalli. Il viaggio verso Inverigo è lungo, e ci fermiamo raramente solo per necessità. Decidiamo di seguire questo itinerario: da Arles fino quasi a Gap in autostrada, poi per strade nazionali e demaniali fino al confine italiano, passando per Lauzet-Ubaye, Savines-le-Lac (assolutamente da NON ripetere!), Briançon, Montgenevre, poi da Oulx di nuovo tutta autostrada fino a casa, con molto traffico a causa di tutti i rientri di Pasqua e Pasquetta.

TOTALE 674km